Ultime notizie sulle riforma Pensioni, ad oggi domenica 23 dicembre, che riguardano la messa a punto della nuova misura di anticipo pensionistico che entrerà in vigore il prossimo anno, vale a dire Quota 100. A questo proposito, il leader della Lega Nord, Matteo Salvini ha espresso tutta la propria soddisfazione per il risultato raggiunto, anche in considerazione dell'intesa con l'Unione europea sulla manovra finanziaria.

"Siamo stanchi ma contenti". Queste le prime parole del vicepremier al Senato per la fiducia al maxi-emendamento alla manovra. "Mi pare sia tutto pronto" ha sottolineato il Ministro degli Interni all'agenzia Adnkronos, aggiungendo che i decreti relativi alle pensioni e al reddito di cittadinanza saranno approvati "nei primi giorni di gennaio".

Quota 100, Salvini: 'Decreto nei primi giorni di gennaio'

Il vicepremier Matteo Salvini, dunque, rassicura sui tempi celeri per i decreti legge che daranno vita al reddito di cittadinanza e alle pensioni con Quota 100. In arrivo, comunque, una doppia stangata per gli assegni più alti.

Da un lato, occorre considerare che la rivalutazione delle pensioni, nel 2019, sarà 'piena' solamente per tutti coloro che percepiscono una pensione inferiore a tre volte il trattamento minimo, ovvero 1.522 euro. Per le pensioni superiori a tale importo, sono stati previsti sei scaglioni, l'ultimo dei quali farà perdere sino al 60 per cento dell'inflazione: tale scaglione interesserà tutti coloro che percepiscono una pensione superiore a nove volte il trattamento minimo, ovvero 4566 euro.

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Pensioni

Doppia stangata sulle pensioni più alte

La seconda stangata, invece, riguarda il taglio delle cosiddette pensioni d'oro: -15% per i redditi da 100 mila a 130 mila, poi altri tre scaglioni con un -40% per chi è sopra 500mila lordi annui.

Una riforma previdenziale che rischia di scontentare tutti, o quasi, e che, comunque, non mantiene le promesse che vennero fatte dai due partiti di maggioranza in sede di campagna elettorale.

Quattro miliardi (nel 2019) per il fondo pensioni sono insufficienti per realizzare i progetti di cui si è parlato in questi mesi, ma anche le risorse più consistenti, quelle previste nel 2020, non saranno sufficienti, se consideriamo che i costi di una riforma pensionistica sono destinati, inevitabilmente, ad aumentare nel tempo e in maniera considerevole. Di certo è che gli italiani stanno avvertendo questa profonda differenza tra le aspettative create e quella che sarà la realtà dei fatti.

Sindacati contestano nuovo schema rivalutazione pensioni

Anche i sindacati iniziano a farsi sentire. In merito alle indicizzazioni delle pensioni, uno studio della Uil ha messo in evidenza che, per una pensione lorda equivalente a sei volte il trattamento minimo, la perdita sarà pari a 167 euro annui dal 2019 e per il resto della vita del pensionato. Un dato che viene sottolineato a gran voce dal segretario Uil, Domenico Proietti che ha definito la misura un 'provvedimento inaccettabile'.

Annamaria Furlan (Cisl) e Gigi Bonfanti (Fnp) sono pronti a 'promuovere forme di mobilitazione e di lotta' mentre Vincenzo Colla, candidato alla segreteria Cgil, sottolinea che, pur essendo favorevole all'introduzione di Quota 100, non condivide assolutamente la scelta del governo in merito alla rivalutazione delle pensioni.

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