Le ultime notizie sulle Pensioni, ad oggi lunedì 21 gennaio 2019, riguardano il decretone su Quota 100 e reddito di cittadinanza che dovrebbe essere pubblicato questa settimana sulla Gazzetta Ufficiale. Un decreto che, in ogni caso, comprende altri elementi importanti dal punto di vista previdenziale come la proroga dell'Ape Sociale e di Opzione Donna. L'edizione odierna del quotidiano economico 'Il Sole 24 Ore' pone l'accento su un aspetto rilevante, quello relativo alla rinnovata esigenza, da parte del singolo lavoratore, di aumentare la propria anzianità contributiva.

Quota 100, parte la caccia ai contributi 'smarriti'

E' partita una vera e propria 'caccia al ritrovamento dei contributi perduti', proprio per arrivare in fretta al raggiungimento dei 38 anni di versamenti contributivi richiesti da Quota 100. Le chances che vengono offerte sono diverse: alcune sono 'gratuite' come per l'esempio l'accredito del servizio militare, altre, invece, si concretizzano attraverso il pagamento di una quota, spesso rateizzata, che, comunque, rappresenta un onere fiscalmente deducibile per il lavoratore.

Il riscatto di laurea costituisce, senza dubbio, una delle opportunità più interessanti per elevare la propria anzianità contributiva. Si potrà richiedere l’accreditamento da 4 a 6 anni, qualora il lavoratore non abbia contemporaneamente compiuto un'attività lavorativa nel periodo di durata legale del corso. I master, invece, non sono considerati validi. Un’ulteriore opzione a favore del lavoratore e del tutto gratuita, è quella costituita dal cumulo contributivo.

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Come già accaduto in precedenza con l'Ape Sociale, infatti, chi avesse collezionato periodi contributivi in qualsiasi gestione assicurativa Inps (Ex Inpdap, Enpals, Artigiani e Commercianti), potrà sfruttare questa opportunità a condizione che i contributi non siano sovrapposti cronologicamente.

La differenza tra Quota 100 e Opzione Donna

Una precisazione importante è rappresentata dal fatto che per Opzione Donna, a differenza di Quota 100, non è previsto il cumulo: la ragione è dettata dal mancato richiamo della norma che ha prorogato di un anno l'accesso anticipato alla pensione per le lavoratrici con 58 anni di età (se dipendenti) e 59 (se autonome).

Nel caso in cui una lavoratrice intendesse fare domanda per Opzione Donna e si trovasse a dover fare i conti con una frammentazione di contributi, anche all'interno delle gestioni Inps, sarà costretta a ricorrere ad una ricongiunzione onerosa, secondo quanto contenuto dalla legge 29/1979.

Ricordiamo che i primi accessi alla pensione con Quota 100 si avranno a partire dal mese di aprile, per quanto riguarda i lavoratori del settore privato mentre i dipendenti della Pubblica Amministrazione saranno costretti ad aspettare il 1° agosto.

Tutti coloro che, invece, matureranno i requisiti richiesti nel corso nel 2019 (vale a dire i 62 anni di età anagrafica e i 38 di contributi) saranno costretti ad attendere altri 3 mesi (nel caso si tratti di dipendente privato) e 6 mesi (nel caso di un dipendente del pubblico impiego).

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