La gran parte dei costi sostenuti per l’attivazione delle Pensioni anticipate con Quota 100, seppur in fase sperimentale per tre anni, "graverà comunque sulle generazioni future". Lo ha ribadito oggi il presidente dell’Istituto nazionale di previdenza sociale, Tito Boeri, durante un’audizione in commissione Lavoro al Senato, dove è cominciato oggi l’iter di conversione in legge del decretone che prevede il Reddito di cittadinanza, Quota 100, ma anche la proroga del regime sperimentale di Opzione donna per la pensione anticipata delle lavoratrici e dell’Anticipo pensionistico social per i lavoratori rimasti senza lavoro e in forte difficoltà.

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Pensioni Quota 100, Boeri: +38 miliardi debito

L’economista bocconiano chiamato negli anni scorsi dal Governo Renzi a presiedere l’Inps in una fase particolarmente delicata per il sistema previdenziale italiano ha spiegato in commissione Lavoro a Palazzo Madama che se Quota 100 rimarrà in versione sperimentale per 3 anni (e sino all’anno 2026 per la pensione anticipata) crescerà di 38 miliardi di euro il debito implicito, che aumenterebbe invece ben oltre i 90 miliardi di euro se la misura dovesse diventare strutturale. Boeri, che già più volte è andato in rotta di collisione con il governo gialloverde e in particolare con i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, critica anche il reddito di cittadinanza, proprio nel giorno in cui il premier Giuseppe Conte e il ministro del Lavoro Luigi Di Maio lanciano in pompa magna la card e il sito web per il sussidio destinato a chi è senza lavoro e che sarà avviato in un percorso di formazione finalizzato all’occupazione.

Il presidente Inps boccia il reddito di cittadinanza

"Fissa un livello di prestazione molto elevato – ha detto il presidente dell’Inps a proposito del reddito di cittadinanza - per un singolo e questo – ha sottolineato - spiazza i redditi da lavoro". Così saranno “rilevanti”, secondo Boeri, gli effetti di “scoraggiamento al lavoro”. Va considerato inoltre, secondo il presidente dell’Inps, che circa il 45% dei lavoratori del Sud nel settore privato ha "redditi da lavoro netti inferiori – ha spiegato oggi durante l’audizione in commissione Lavoro al Senato - a quelli garantiti dal reddito di cittadinanza a un individuo che dichiari di avere – ha sottolineato - un reddito uguale a zero".

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Nuove dichiarazioni, quelle di Boeri, che ancora una volta sembrano destinate ad alimentare polemiche con il governo M5s-Lega.