Arriva un importante aggiornamento in merito all'iter parlamentare di conversione in legge definitiva del decretone riguardante la riforma della previdenza e del welfare. Il testo arriva finalmente nell'aula del Senato il prossimo lunedì, dopo che l'importante passaggio è stato più volte rimandato per via dello stallo politico riguardante il Vice Premier Matteo Salvini e la questione dell'autorizzazione a procedere rispetto al caso della Diciotti. Alla fine si è quindi riusciti a superare l'impasse, anche se il passaggio ha visto arrivare un intervento sul settore previdenziale al ribasso rispetto alle modifiche attese inizialmente.

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Riforma pensioni e welfare: il Governo rimanda la discussione alla Camera

La situazione si è finalmente sbloccata anche per via della decisione presa dall'esecutivo rispetto al rinvio della discussione riguardante i dettagli della quota 100 e del reddito di cittadinanza. La maggioranza si aspetta di approfondire le tematiche durante la ripresa dei lavori alla Camera dei Deputati; sarebbe infatti riconducibile a questa scelta il ritiro di una parte importante delle proposte di modifica (più di una trentina rispetto alla settantina effettivamente presentate).

Il passaggio ha ovviamente velocizzato i lavori in Senato, posto che il tempo scorre. La conversione in legge del "decretone" deve infatti concretizzarsi prima della scadenza dei 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, pena la perdita di efficacia dei provvedimenti inseriti al suo interno.

Per la quota 100 ed il reddito di cittadinanza si punta sulla seconda lettura alla Camera

Se è vero che dalla discussione della quota 100 e del reddito di cittadinanza in Senato ha poco senso attendersi vere e proprie sorprese, gli occhi dei cittadini potenzialmente interessati alle misure saranno quindi puntati al passaggio dell'impianto normativo presso la Camera dei Deputati.

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Il pacchetto di modifiche previsto dal Governo potrebbe infatti comprendere interventi significativi, tra cui lo stop all'erogazione dell'assegno per latitanti ed evasi, l'estensione dell'anticipo del Trattamento di fine servizio per i lavoratori della Pubblica amministrazione ed il super punteggio per le assunzioni dei precari nella scuola (stante l'attesa di crescita del turn over dovuto ai pensionamenti anticipati aggiuntivi legati alla nuova Q100). Per gli assegni di cittadinanza si attende invece una stretta sull'accesso degli immigrati (ai quali sarà richiesto di produrre certificati del Paese d'origine tradotti in lingua italiana), maggiori controlli su separati e divorziati dopo l'inizio di settembre 2018 e l'esclusione della percezione del beneficio per i condannati di numerosi reati penali.