Il riscatto della laurea agevolato a fini pensionistici sta riscuotendo un notevole gradimento da parte degli interessati. Gli ultimi dati dell’Inps, riportati dal Sole 24 Ore, riferiscono, infatti, di un raddoppio delle domande pervenute all’Istituto degli ultimi due mesi. Domande che potrebbero ancora aumentare in considerazione del fatto che, nella norma istitutiva, è spuntata una norma che permette, al verificarsi di determinate condizioni, il riscatto agevolato anche per gli anni di studio antecedenti al 1996.

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Inps: per il riscatto laurea agevolato, circa 3.000 domande in due mesi

Secondo i dati forniti dall’Inps, negli ultimi due mesi sono pervenute all’Istituto circa 3.000 domande per il riscatto della laurea agevolato. Il periodo preso in esame, infatti, parte dal 29 gennaio 2019, data nella quale è entrato in vigore il decretone Pensioni-reddito, contenente anche la norma sul riscatto low cost degli anni di studio, poi convertito in legge il 29 marzo 2019. Suddividendo le domande ricevute per il periodo preso in considerazione si ottiene, secondo i calcoli del Sole 24 Ore, una media di 50 domande al giorno che corrisponderebbero a circa 18.000 domande l’anno.

Circa il doppio di quante ne vengono presentate in un anno.

Il successo della misura entrata in vigore quest’anno consiste, ovviamente, nel fatto che è possibile a chi non ha ancora la pensione ed è iscritto all’assicurazione obbligatoria, sia dipendenti che autonomi o iscritti alle gestione separata, di usufruire di un costo ridotto per il riscatto degli anni di studio. L’agevolazione non prevede il limite di età di 45 anni, come si ipotizzava inizialmente, ma la condizione che gli anni riscattabili siano solo quelli successivi al 1996, anno a partire dal quale i contributi previdenziali vengono calcolati con il metodo contributivo.

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Un ulteriore vantaggio del riscatto agevolato è la possibilità di rateizzare l’importo dovuto all’Inps in 10 rate annuali che, allo stesso tempo, sarà detraibile dall’Irpef.

Domanda riscatto laurea agevolato anche per gli anni di studio antecedenti al 1996

C’è un caso, però, nel quale il limite del 1996 può essere aggirato. Si tratta di una condizione evidenziata da una nota del dossier “Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni” pubblicato il 21 marzo 2019 dal Servizio Studi della Camera dei deputati e del Senato.

Tale nota riporta che i lavoratori in possesso dei seguenti requisiti:

  • meno di 18 anni di contributi nel 1995;
  • almeno 15 anni di contributi, di cui 5 successivi al 1995;

possono scegliere il sistema contributivo integrale, anziché quello misto, avendo così accesso al riscatto della laurea con il calcolo più conveniente anche per gli anni di studio antecedenti al 1996.