Le Pensioni anticipate con la Quota 100 e il reddito di cittadinanza, le due misure simbolo del precedente governo giallo-verde, non si toccano. A dirlo il capogruppo del Movimento 5 stelle alla Camera dei Deputati, Francesco D’Uva, contrastando così le voci che vogliono il nuovo governo giallo-rosso, sempre presieduto dal premier Giuseppe Conte, alle prese con le prime modifiche proprio su questi due punti.

A parlarne in queste ore sono stati sia l’ex sottosegretario sia il ministro all’Economia e Finanze, rispettivamente Laura Castelli (M5S) e Pier Carlo Padoan (Pd). Ha fatto sentire la sua voce in modo martellante, sui social, nelle piazze, in tv, il leader della Lega Matteo Salvini, che del superamento della legge Fornero continua a farne un cavallo di battaglia.

Pensioni, dichiarazioni contrastanti nel M5s su Quota 100

“A proposito di pensioni, Quota 100 – ha detto oggi il capogruppo dei pentastellati durante le dichiarazioni di voto sulla fiducia al Governo Conte bis a Montecitorio - era un punto del programma del Movimento 5 stelle e non si tocca”.

Lo stesso sul fronte previdenziale, il Movimento 5 stelle non sembra intenzionato a fare passi indietro. “Non si tocca nemmeno – ha sottolineato Francesco D’Uva parlando di pensioni alla Camera - il reddito di cittadinanza". Dichiarazioni contrastanti, dunque, rilasciate da esponenti della stessa maggioranza sulle pensioni Quota 100 e sul reddito di cittadinanza. Il nuovo esecutivo, il linea di massima, sembra intenzionato a procedere con delle modifiche, anche per accontentare la parte di maggioranza che fa riferimento al Pd e che sulle questioni economiche e sociali, a partire dalle pensioni e dal lavoro, cercherà certamente di imporre la propria linea. Ma evidentemente non mancheranno le resistenza da parte degli alleati grillini.

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Pensioni M5S

Pensioni, cresce l’attesa per la nuova legge di Bilancio

Staremo a vedere come si chiuderà la partita con la legge di Bilancio 2019, se le misure saranno confermate così come sono o se saranno modificate. Si resta in queste ore anche in attesa di capire se troveranno spazio nella manovra due delle misure più attese sul fronte pensionistico, cioè la Quota 41 per i lavoratori precoci che hanno iniziato a lavorare in giovanissima età e che non riescono ad andare in pensione nonostante 41 anni di contributi perché non raggiungono l’età anagrafica richiesta, e la proroga del regime sperimentale di Opzione donna per la pensione anticipata rosa.

Misure su cui aveva alimentato tante speranze il precedente governo giallo-verde guidato dallo stesso premier di adesso, ma non è da escludere che la situazione possa cambiare e che il nuovo esecutivo faccia scelte diverse.

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