Il dibattito sulla flessibilità previdenziale nelle ultime settimane ha visto crescere il protagonismo della quota 100, la misura di pensionamento anticipato che consente l'uscita dal lavoro a partire dai 62 anni di età e 38 anni di versamenti. Attualmente il provvedimento è previsto come sperimentale, con il 31 dicembre 2021 come data di termine ultimo per poter far valere l'opzione. Nel nuovo esecutivo si è molto discusso della possibile cancellazione o modifica del provvedimento, in favore di altre misure.

Gli ultimi giorni hanno orientato la discussione verso la conferma dell'opzione, aprendo quindi il dibattito ad eventuali correttivi. In questo contesto si inseriscono alcune interessanti dichiarazioni rilasciate recentemente dal Presidente dell'Inps Pasquale Tridico.

Uscite flessibili e quota 100: al momento non è arrivata alcuna richiesta di modifica all'Inps

Stante la situazione appena evidenziata, il Presidente dell'Inps Pasquale Tridico ha ribadito la sostenibilità della misura, evidenziando anche che al momento non è giunto alcun dietrofront rispetto alla misura e nemmeno per quanto concerne i parametri di accesso.

A tal proposito, l'economista ha quindi spiegato che un intervento sulla quota 100 "non mi sembra in programma e l’Istituto non è stato investito di nessuna richiesta di ulteriori valutazioni sui meccanismi di funzionamento”. In particolare, per quanto concerne le proiezioni effettuate sulle spese da sostenere in relazione all'opzione di quiescenza Tridico ha indicato che "si tratta di stime prudenti" e quindi da mantenere in considerazione, sebbene "non credo ci siano risparmi aggiuntivi".

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Pensioni

Pensioni anticipate: attese le prime bozze della legge di bilancio 2020

Stante quanto appena riportato, il fatto che all'Inps non siano state chieste delle simulazioni in merito all'impatto di nuovi correttivi e modifiche sulla quota 100 potrebbe far effettivamente propendere per la prosecuzione della sperimentazione nella sua forma attuale. Secondo le sue ultime dichiarazioni, i risparmi attesi per il 2019 saranno di circa un miliardo di euro, mentre nel 2020 potrebbero salire ad 1,5 miliardi di euro.

Per capire in che modo evolverà la situazione bisognerà comunque attendere perlomeno le prime bozze della legge di bilancio 2020, che dovranno essere presentate in parlamento entro la metà del prossimo mese. Il focus della discussione riguardante la flessibilità previdenziale si dovrebbe però spostare sulla proroga di altre opzioni di uscita, come nel caso dell'APE sociale / volontaria e delle Pensioni anticipate tramite la cosiddetta opzione donna.

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