Oggetto della denuncia da parte del segretario generale ed esponente sindacale della Uil Pubblica Amministrazione di Catania, Armando Algozzino, le condizioni estremamente critiche dell'Ufficio Udepe di Catania che pongono l'accento e l'attenzione sulle gravi criticità lavorative in cui versano i lavoratori.

Criticità che riguardano locali inadeguati allo svolgimento delle normali attività lavorative in quanto non in linea con le basilari norme in fatto di salubrità degli uffici e relative alle dotazioni strumentali quali computer e attrezzature utili a svolgere le proprie mansioni.

Tali criticità, già denunciate nei mesi scorsi, intendono essere un ennesimo sollecito e richiamo nei confronti delle istituzioni competenti che ancora tardano ad arrivare o non sono sufficienti ad arginare il problema. Ancora una volta, la Uilpa, nella persona di Armando Algozzino esorta all'azione per evitare conseguenze più gravi a discapito dei lavoratori.

Un carico duro da portare

Oltre 5mila gli interventi che l'Ufficio ha dovuto fronteggiare a causa del basso numero di dipendenti impiegati e, proprio per tale mole, i sindacati sono dovuti intervenire per accogliere le istanze dei dipendenti colpiti da disagi dovuti, soprattutto, alle conseguenze dello stress da lavoro correlato.

Stress derivante principalmente dalle quotidiane emergenze che I lavoratori si trovano a fronteggiare e che li costringe spesso a sostenere esose spese sia economiche che psico-fisiche. Più specificamente, la Uilpa di Catania, ha posto l'accento sui carichi di lavoro eccessivi che gravano sui funzionari dei Servizi sociali, quelli con incarichi amministrativi e quelli a carico degli agenti di Polizia Penitenziaria.

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Pubblica Amministrazione

Nella nota del segretario Algozzino si legge, inoltre, che il lavoro svolto dai funzionari sul territorio del catanese, viene supportato da una sola auto di servizio e da un'unica unità penitenziaria che ricopre il ruolo di autista con un mezzo assegnato per 70 massimo 80 giorni, disponibile per circa 6 o 7 ore per unità.

Tale condizione causa un raggruppamento obbligato ed inevitabile degli interventi che riducono in maniera esponenziale il livello qualitativo del servizio sia in termini di tempo che di efficacia.

"Una situazione inaccettabile - ha sottolineato Algozzino - che non permette alcuna possibilità di interscambio tra le unità e l'impossibilità di sostituire in caso di necessità l'unica unità di Polizia penitenziaria disponibile".

"A seguito della sigla da parte dell'amministrazione penitenziaria, di un decreto che stabilisce le attività da mettere in atto con funzioni di Commissariati di Polizia Penitenziaria, oggi le unità in servizio sono solo tre: ispettore superiore, ispettore capo e agente che, all'occorrenza, ricopre il ruolo di autista”.

Molte, dunque, le cose che non funzionano, anche alla luce del fatto che la possibilità di impiegare autisti non appartenenti alle forze dell'ordine – ha spiegato Algozzino – prevederebbe il costo dovuto all'uso di auto con contratto di leasing che, a livello nazionale, dovrebbero essere circa 118.

Esortando ad un tempestivo intervento degli Organi superiori competenti, la Uilpa ed Armando Algozzino, intervenendo a difesa dei diritti dei lavoratori, invitano l'amministrazione ad adottare gli interventi più opportuni ed adeguati al fine di espletare il lavoro dell’Ufficio che, diversamente, rischierebbe di fermarsi.

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