Elsa Fornero è intervenuta nel corso della trasmissione DiMartedì, condotta da Giovanni Floris su La 7. L'ex ministro del governo Monti ha dato il nome all'ultima riforma delle Pensioni che, al netto di qualche misura opzionale, rappresenta il complesso di norme portanti del sistema previdenziale italiano. Tra queste c'è Quota 100, l'opzione voluta dal governo formato da Lega e Movimento 5 Stelle. Andrà in esaurimento alla fine del 2021 e non è mai stata appoggiata da Elsa Fornero, spesso bersaglio delle critiche dei due schieramenti.

Quota 100 in attesa della riforma pensioni

Andare in pensione a 62 anni con 38 di contributi, secondo la Professoressa, rappresenterebbe un sistema per accaparrarsi simpatie senza tenere conto di quelli che sono i numeri.

"A me - spiega - non è mai piaciuta, perché l'ho sempre considerata una scelta dettata da ragioni di consenso elettorale.

La sua idea è che non si sia focalizzata su quelli che sarebbero parametri oggettivi della popolazione italiana. "Non motivata - spiega - da questioni come l'andamento della demografia, il fatto che il nostro Paese abbia bisogno di impostare delle poltiiche di invecchiamento automatico".

L'Italia fa i conti anche con particolari caratteristiche della sua composizione demografica "Stiamo invecchiando come Paese, abbiamo una popolazione sempre più anziana".

Elsa Fornero a Di Martedì racconta l'aneddoto dei suoi incontri

Elsa Fornero è spesso diventata il bersaglio di chi come Matteo Salvini la riconosce come immagine di quell'aspra riforma delle pensioni.

Molti lavoratori, dopo i cambiamenti varati dal governo Monti, da prossimi alla pensione si sono ritrovati a lavorare diversi anni in più. Per raggiungere la pensione spesso bisogna lavorare fino a 67 anni. Elsa Fornero, al tempo, divenne famosa per le sue lacrime e quell'inasprimento dei parametri venne considerato come un sistema unico in grado di far reggere il sistema.

Oggi, però, riferisce di come in molti questo glielo riconoscano. "Mi fa piacere - rivela - incontrare molte persone che magari parlano con me e non con Salvini, mi dicono che sono contenti di essere andati in pensione con la mia legge. Oppure sono contenti di andare in pensione tra un anno o due".

"C'è consapevolezza.

Le persone- prosegue - stanno comprendendo che non si ottengono questi benefici senza che qualcuno li paghi. Questo qualcuno, quando sono i nostri figli ed i nostri nipoti, può fare dispiacere a molte persone".

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