Per la serie BlastingTalks, intervistiamo Alessandro Beretta, presidente di W.I.L.A., il Fondo di Welfare Integrativo Lombardo di assistenza sanitaria e sociale per le lavoratrici e i lavoratori dipendenti dell’artigianato. BlastingTalks è una serie d'interviste esclusive con business e opinion leader nazionali e internazionali per capire come la pandemia di Coronavirus abbia accelerato il processo di digitalizzazione e come le aziende stiano rispondendo a questi cambiamenti epocali. Leggi le altre interviste della serie sul canale BlastingTalks Italia.

Presidente Beretta, iniziamo facendo il punto della situazione rispetto alle vicende di questi ultimi mesi.

Come valuta l’attuale situazione socio-sanitaria alla luce del ruolo di assistenza che fornite ai vostri iscritti?

La situazione socio-sanitaria da noi monitorata nei primi sei mesi dell’anno conferma che la pandemia ha svelato debolezze e esigenze inedite, ma senza cancellare la forte esigenza di salute e socialità richiesta. Infatti i dati in nostro possesso dimostrano che a fianco della pandemia covid e dell’effetto lockdown, la richiesta di assistenza “ordinaria” da parte degli iscritti (che sono 142.000 ed esclusivamente dipendenti di aziende artigiane della Lombardia) è rimasta inalterata nella sua domanda per numero di prestazioni e costi delle stesse.

Può raccontarci com’è cambiato il vostro modo di lavorare durante il lockdown e per via delle misure restrittive adottate dal governo?

Abbiamo imparato a gestire decisioni e scelte attraverso riunioni dello staff dei ruoli dirigenziali e dello stesso Consiglio di Amministrazione con lo strumento delle videoconferenze. E questo in diverse fasi ha raggiunto frequenze quotidiane e abbiamo scoperto di saper e poter lavorare e persino prendere decisioni importanti (Cda ed Assemblea si sono riuniti ben sei volte in quattro mesi) con anche più sintesi, velocità e a parità di efficacia.

Insomma un gratificante lavoro di tutti, anche se lo stress è stato indubbiamente superiore per tutta la struttura di Wila, che ha però risposto magnificamente.

Dal punto di vista pratico, quali istanze ed esigenze sono emerse da parte degli iscritti con lo scoppio dell’emergenza sanitaria dovuta a Covid-19?

L'estensione ai parenti – figli minorenni e coniuge - di diarie giornaliere se colpiti da ricovero e/o isolamento per Covid19, il rimborso delle franchigie a carico degli iscritti per cure odontoiatriche e fisioterapiche e infine la protezione nei luoghi di lavoro (concorrendo con una quota al costo dell’azienda per acquisto dispositivi di protezione).

Quali sfide vi trovate ad affrontare come fondo integrativo per via del Coronavirus?

Per i nostri iscritti le scelte d'intervento da noi sopra fatte e descritte in sintesi hanno significato: aiuto a ogni individuo della famiglia quando colpito dal virus, azzeramento compartecipazione alle spese da parte dell’iscritto (senza franchigie) e prevenzione per chi rimaneva o tornava nei luoghi di lavoro.

Per il Fondo Wila la sfida è il suo bisogno di entrare in un forte contatto diretto col territorio e con la struttura sanitaria pubblica, per essere riferimento e di aiuto.

Il vostro contributo per la lotta al Coronavirus si è concretizzato anche attraverso il sostegno del reparto di oncologia dell’ospedale “Luigi Sacco” di Milano grazie a una donazione di 50mila euro. Cosa vi ha mosso verso questa direzione?

La struttura sanitaria pubblica lombarda si è trovata aggredita e ha fortemente subito e vacillato sotto la virulenza del Covid. Tale sofferenza è stata pagata dai malati tutti. Da qui la scelta di dare sostegno a quattro ospedali pubblici di quattro città lombarde: Milano, Cremona, Brescia e Bergamo.

Anche nelle altre città come al Sacco ci interessava che le nostre donazioni concorressero a migliorie utili e concrete e non ad apporti di immagine. Così, anche per noi è stata un’esperienza bella ed importante... e che potrebbe avere seguito.

Infine, quali cambiamenti di lungo termine vi aspettate si concretizzeranno nel comparto del welfare socio-sanitario una volta che il coronavirus sarà sotto controllo?

Ne dirò una sola: la prevenzione. Prevenzione dentro e fuori i luoghi di lavoro, prevenzione sul territorio, prevenzione dell’individuo che sia dipendente o suo famigliare. Insomma nel welfare sociosanitario non bisogna vederci solo l’affare o la semplice concessione di un benefit, ma il fatto che le persone in ogni fase della propria esistenza abbiano il sostegno di prestazioni adeguate alla tutela della propria salute e della propria dignità.

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