Entro la fine del mese di febbraio verrà approvato il nuovo decreto legge "Ristori 5" per il quale il Parlamento ha già dato l'approvazione alla spesa di 32 miliardi di euro di deficit aggiuntivo. Con il provvedimento verranno indennizzati i precari, gli autonomi senza partita Iva, i lavoratori stagionali e gli atipici presumibilmente con lo stesso bonus di 1.000 euro equivalente all'indennità riservata nei precedenti ristori.

Il decreto, tuttavia, risentirà anche del confronto tra il nuovo governo di Mario Draghi e le parti sociali sulla cassa integrazione e sul blocco dei licenziamenti, in scadenza il 31 marzo 2021.

Lo stesso provvedimento, oltre ai bonus e alle indennità da assegnare alle categorie maggiormente colpite dall'emergenza sanitaria, dovrà segnare un punto di svolta per i criteri di assegnazione alle imprese danneggiate.

Bonus Inps stagionali, autonomi, precari e lavoratori del turismo: chi può presentare domanda

Dunque, per i lavoratori stagionali, intermittenti, gli autonomi senza partita Iva ma iscritti alla gestione separata Inps, appartenenti al mondo dello spettacolo, atipici e precari è previsto il pagamento da parte dell'Inps di un ulteriore bonus 1.000 euro. Nei precedenti decreti che sono valsi per il pagamento dell'indennità di agosto, ottobre, novembre e gennaio, nello specifico le categorie tutelate (e per le quali si parla di una quinta indennità) sono state:

  • i dipendenti stagionali, i dipendenti a tempo determinato e i lavoratori in somministrazione dei settori turistici e degli stabilimenti termali, ma anche le stesse categorie lavorative stagionali, con contratto a tempo determinato e in somministrazione, impiegate in settori diversi dal turismo;
  • i lavoratori intermittenti;
  • i lavoratori autonomi non in possesso della partita Iva e gli incaricati delle vendite a domicilio;
  • i lavoratori occasionali;
  • i lavoratori dello spettacolo.

Ristori 5 governo Draghi: più soldi a Reddito di cittadinanza e Naspi, allungamento cassa integrazione

Con lo stesso provvedimento, il governo Draghi disciplinerà gli aiuti anche alle altre categorie lavorative danneggiate dall'emergenza Covid.

Tra le misure che saranno contenute nel "Ristori 5" figura anche l'allungamento, rispetto alle 12 settimane già previste dalla legge di Bilancio 2021, della cassa integrazione. Ma le settimane aggiuntive saranno differenziate a seconda dei settori: otto settimane in più per i settori industriali e per i settori coperti dalla Cigo e 26 settimane in più, da consumare entro il 31 dicembre 2021, per i settori coperti dalla Cig in deroga e dall'assegno ordinario.

Per i settori esclusi dall'indennità Cig del Ristori 5, sarà previsto l'esonero dei versamenti contributivi previdenziali purché in passato si sia utilizzata la cassa integrazione Covid. Ulteriori somme verranno investite nel decreto a favore dell'allungamento e del potenziamento del Reddito di cittadinanza e della disoccupazione Naspi.

Partite Iva, autonomi e imprese: il rimborso atteso nel decreto Ristori 5

Per le imprese, le partite Iva e gli autonomi il sistema dei ristori dovrebbe prevedere altri criteri di assegnazione e di importo dell'indennità. Il requisito principale per ottenere gli aiuti, infatti, dovrebbe pendere sulle perdite subite nel corso del 2020, con una riduzione del fatturato di almeno il 33% rispetto al 2019. In merito all'importo dell'indennità, il governo Draghi potrebbe abbandonare i precedenti criteri legati ai codici Ateco per arrivare a più puntuali parametri di rimborso degli affitti, delle bollette e di tutte le spese sostenute dalle imprese e dalle partite Iva, non differibili durante il periodo di emergenza Covid.

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