Il governo Draghi è pronto a rilanciare il Reddito di cittadinanza con il decreto "Sostegni" e a riproporre, con lo stesso provvedimento, il Reddito di emergenza per le famiglie e i lavoratori non sostenuti da alcun sostegno o indennizzo, compresi i contribuenti rimasti disoccupati negli ultimi mesi e chi svolge un'attività nel sommerso. E, nell'attesa del nuovo provvedimento che andrà a ristorare imprese, autonomi, partite Iva e famiglie in difficoltà, arriva la fotografia dell'Inps sui percettori del Reddito di cittadinanza: arrivano a 110 mila le famiglie che prima percepivano il sussidio e adesso non più, per la maggior parte dei casi per mancanza della dichiarazione sostitutiva 2021 dei richiedenti.

Reddito di emergenza: a chi andrà il bonus da 400 a 800 euro

Nel decreto "Sostegni" che potrebbe arrivare già nella giornata del 19 marzo, il governo Draghi rifinanzierà il Reddito di cittadinanza per un miliardo di euro e riproporrà, dopo le mensilità già pagate nel corso del 2020, il Reddito di emergenza nel pacchetto delle misure volte a contrastare l'emergenza sanitaria ed economica. Quest'ultimo sussidio sarà previsto per tre mensilità, quelle di marzo, aprile e maggio, con un importo variabile da 400 a 800 euro in base ai requisiti presentati dalle famiglie. Tra le novità del sussidio 2021, la revisione del criterio richiesto per le spese di affitto: non verranno conteggiate nella domanda del sostegno in modo da aumentare sia il numero dei percettori che l'importo medio in pagamento.

Al Reddito di emergenza convergeranno anche i lavoratori rimasti disoccupati: le tre mensilità verranno pagate a chi terminato i sussidi Naspi o Dis-coll tra luglio del 2020 e febbraio 2021. Il pagamento è assicurato a prescindere dai requisiti reddituali o patrimoniali. Tuttavia, i tecnici del governo starebbero lavorando ad alcune storture del sussidio introdotto nella prima ondata della pandemia: in particolare, l'assegno risulterebbe più sostanzioso per i single e per le coppie e penalizzante per le famiglie più numerose.

Ulteriore stortura riguarda la distribuzione territoriale, sbilanciata a favore delle regioni del Sud Italia, dove il lavoro risulta frequentemente disincentivato perché retribuito spesso in nero e comunque al di sotto dei pagamenti del Reddito di cittadinanza. Chi non percepisce il RdC avrà accesso al Reddito di emergenza, con criteri di assegnazione ben più ampi e meno stringenti, anche se temporanei, del sussidio introdotto due anni fa.

Reddito e pensioni di cittadinanza: fotografia Istat, nel 2021 tante le famiglie che hanno perso il RdC

Nel decreto Sostegni potrebbero trovare spazio anche i correttivi al Reddito di cittadinanza. Nel nuovo schema del sussidio probabilmente non troveranno soluzione le storture penalizzanti per i lavoratori residenti nelle regioni del Nord, dove il costo della vita è più alto e le famiglie non riescono ad avere i requisiti necessari per presentare domanda. Senza considerare il nodo dei lavoratori stranieri, esclusi dal criterio dei dieci anni di residenza in Italia. Tuttavia, i dati che arrivano dall'Osservatorio dell'Inps potrebbero indurre i tecnici del ministero del Lavoro guidato da Andrea Orlando a revisioni nel corso dell'anno, soprattutto per la capacità dello strumento di produrre nuova ricerca di lavoro.

È infatti una fotografia stagnante quella che arriva dai dati Inps che vede la sola regione Campania beneficiaria di 229.000 assegni di Reddito o pensioni di cittadinanza per un totale di 604.000 persone coinvolte, quasi un quinto del totale dell'intera Italia e più di tutte le regioni del Nord Italia messe assieme, che arrivano a 192mila assegni e 382mila persone coinvolte. Intanto, a febbraio sono diminuite le famiglie che percepiscono il Reddito di cittadinanza: 1.009.000 nuclei rispetto al 1.200.000 di gennaio, perdita dovuta, secondo l'Inps, in buona parte per il mancato aggiornamento dei requisiti assicurato dalla dichiarazione unica sostitutiva che può essere stata presentata in ritardo o aver provocato la decadenza del beneficio.

Perché si perde il Reddito di cittadinanza: possesso auto, moto, svolgimento lavoro e Dsu non presentata

Tuttavia, sono rilevanti anche i dati della perdita dei requisiti richiesti dal Reddito di cittadinanza. Solo nei mesi di gennaio e febbraio 2021 sono stati revocati 36mila assegni destinati ad altrettanti nuclei familiari. Dunque, se 110mila famiglia sono decaduti dal diritto per non aver rinnovato la documentazione necessaria, la seconda causa di esclusione viene ravvisata nel possesso di auto o moto da parte di qualche componente del nucleo familiare a seguito - si legge nel rapporto Inps - "dei controlli generati grazie alle convenzioni con l'Aci". E, dunque, se si è poveri non si possono possedere auto o ciclomotori, ma al massimo una casa, anche se con i dovuti limiti.

Un caso su cinque di revoca del Reddito di cittadinanza è dovuto a dichiarazioni non veritiere sul patrimonio mobiliare posseduto e mentre il 18% dei percettori si vede revocare l'indennità per redditi derivanti da attività lavorative: ed è proprio su quest'ultimo punto che il governo Draghi e il ministro Orlando stanno lavorando affinché si possa prevedere la sospensione del beneficio nel caso in cui si ottenga un lavoro precario, a tempo determinato. Potrebbe infatti trovare spazio nel nuovo decreto "Sostegni" la modifica che consentirebbe ai percettori del RdC di poter riprendere a beneficiare del sostegno non appena il lavoro arrivasse a scadenza.

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