Trova conferme concrete l'adozione del governo di un nuovo decreto Sostegni per gli aiuti alle partite Iva e alle attività che hanno maggiormente risentito della crisi economica generata dall'emergenza Coronavirus. Nel nuovo provvedimento si impiegheranno risorse per un nuovo meccanismo di ristori mediante il quale Draghi punta a rivedere i criteri di riconoscimento degli aventi diritto. Si andrà oltre i parametri che hanno portato al calcolo degli indennizzi, in pagamento proprio in questi giorni, basati sulla perdita di fatturato del 2020 rispetto al 2019 per far spazio a un più equo ristoro degli autonomi e delle attività economiche mediante la copertura dei costi fissi e variabili.

L'adozione delle spese come criterio principale del riconoscimento degli indennizzi del prossimo provvedimento del governo è stata confermata, nella giornata del 14 aprile, dal ministro per lo Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti in risposta al Question Time alla Camera dei Deputati.

Partite Iva e autonomi, aiuti nel nuovo decreto Sostegni dopo l'approvazione del Def

Interrogato dal deputato della Lega Jari Colla su come il governo pensi di impiegare lo scostamento di bilancio a favore delle partite Iva e dei lavoratori autonomi, il ministro Giancarlo Giorgetti ha tenuto a confermare immediatamente l'approvazione del Def nella giornata di domani come passaggio decisivo per arrivare al nuovo decreto Sostegni: "Posso confermare che il 15 aprile verrà approvato dal governo il Documento di economia e finanza con la previsione di uno scostamento ulteriore non inferiore ai 40 miliardi di euro.

Già con il decreto legge approvato lo scorso 22 marzo - ha aggiunto il ministro - si è cercato di andare verso una forma di sostegno o di ristoro diversa, facendo riferimento al calo di fatturato per superare il meccanismo dei codici Ateco, ma soprattutto per garantire la tempestività del pagamento dell'indennizzo. Indennizzi che - ha proseguito Giorgetti - proprio in questi giorni sono stati erogati alla gran parte degli autonomi e delle attività economiche aventi diritto".

A chi andranno i ristori del nuovo decreto Sostegno di fine aprile 2021

Tuttavia Giorgetti, in risposta alla domanda di Jari Colla, ha confermato che verranno rivisti i criteri e i parametri di assegnazione dei bonus e dei ristori rispetto al primo decreto Sostegni di marzo scorso. "Il sostegno basato sulla perdita di fatturato - ha spiegato in Aula il ministro - non è risultato totalmente equo, soprattutto per le categorie lavorative che hanno subito l'arresto dell'attività per decreto e che hanno dovuto chiudere, principalmente quelle legate al pubblico esercizio.

Il prossimo decreto Sostegni - ha proseguito - si baserà non tanto sulla diminuzione del fatturato, quanto sulla riduzione del risultato d'esercizio, ovvero sul margine operativo lordo che è la sintesi tra fatturato e costi, siano essi variabili che fissi". L'adozione di un nuovo criterio si renderebbe necessario per evitare ulteriori disomogeneità di indennizzi soprattutto verso le partite Iva, come successo nel primo decreto Sostegni.

Partite Iva: copertura spese affitto e Imu tra i nuovi ristori

Nel prossimo decreto, il tentativo di andare verso un indicatore del risultato d'esercizio dovrà sottostare all'attesa dell'approvazione dei bilanci aziendali di giugno o luglio. "Se riusciamo ad anticipare una distribuzione equa degli indennizzi - ha concluso Giorgetti - avremmo realizzato una più equa redistribuzione dei sostegni.

Nei prossimi giorni, dopo il Def e in attesa del nuovo decreto legge si potrà, anche in collaborazione delle categorie interessate, trovare le formule che coniughino equità e tempestività". In totale, nel secondo decreto Sostegni il governo dovrebbe stanziare circa 20 miliardi di euro per gli indennizzi agli autonomi e alle partite Iva, risorse equiparabili al rimborso di due mesi di chiusura delle attività lavorative. Il capitolo spese fisse dovrebbe occupare circa tre miliardi di euro con l'indennizzo degli affitti delle attività economiche e delle nuove esenzioni Imu per gli immobili strumentali delle categorie più colpite dalle misure anti-Covid, a partire dagli alberghi.

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