Il 20 luglio 2026, i lavoratori dello stabilimento Electrolux di Cerreto d'Esi (Ancona) hanno indetto uno sciopero, organizzato dai sindacati, contro i licenziamenti annunciati dall’azienda. Mira alla procedura di licenziamento collettivo che coinvolge parte del personale.

Numerosi dipendenti hanno manifestato davanti alla fabbrica, esprimendo preoccupazione per il futuro occupazionale e l'impatto sull'economia locale. Dichiarando: “Difendiamo il nostro futuro”, hanno chiesto un confronto per alternative ai licenziamenti.

Le ragioni della protesta e le richieste

Lavoratori e sindacati contestano la scelta Electrolux di ridurre l’organico a Cerreto d’Esi. La decisione ha ripercussioni negative su dipendenti, indotto e economia locale. Richiesto il ritiro della procedura di licenziamento collettivo e un tavolo di confronto con istituzioni e azienda per soluzioni.

Durante lo sciopero, i sindacati hanno sottolineato l’importanza dello stabilimento per il territorio, ribadendo la volontà di proseguire la mobilitazione senza risposte. La protesta si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione per il futuro industriale della zona, dove Electrolux è polo produttivo principale.

Il ruolo dello stabilimento Electrolux

Lo stabilimento Electrolux di Cerreto d'Esi è un impianto italiano del gruppo Electrolux, multinazionale svedese leader negli elettrodomestici. Il sito marchigiano produce componenti e prodotti per l'Europa. È un punto di riferimento occupazionale locale, con centinaia di lavoratori e significativo contributo all’economia.

L’azienda Electrolux, fondata nel 1919, ha una presenza consolidata in Italia. Il sito di Cerreto d’Esi riveste un ruolo strategico per produzione e innovazione negli elettrodomestici, integrandosi nella rete industriale europea.