Due sindaci trentenni alla guida delle due località più amate dai turisti della costa ionica salentina, Gallipoli e Nardò. Parte da questo dato la voglia di rinnovamento che i cittadini hanno espresso nel turno di ballottaggio delle comunali.

Nella "città bella" Gallipoli vince Stefano Minerva, candidato del centrosinistra unito e appoggiato con forza dal governatore della Puglia Michele Emiliano. Minerva ha raccolto il 51,23% contro il 48,77% del suo sfidante, il più volte sindaco Flavio Fasano appoggiato da liste civiche. Il centrodestra era uscito al primo turno dalla corsa per il ballottaggio.

I cittadini di Gallipoli hanno voluto dare fiducia ad una proposta nuova perché nuove e tante sono le sfide che la perla dello Ionio è chiamata ad affrontare.

La città negli ultimi 10 anni ha scoperto il boom turistico candidandosi ad essere una meta di livello internazionale. Accoglienza, legalità, decoro, organizzazione, servizi sono quindi solo alcuni dei punti che una capitale del turismo è chiamata obbligatoriamente a sviluppare.

Ed in questo appare determinato Minerva, giovane che ha anteposto l'amore per la propria città alla strada forse più facile e in parte tracciata di una carriera politica nazionale. "La risvolta per Gallipoli inizia adesso", ha commentato a caldo il giovane sindaco alla conclusione dello spoglio.

A Nardò, invece, vice il candidato di centrodestra Pippi Mellone, anch'egli poco più che trentenne. Mellone ha battuto lo sfidante e sindaco uscente Marcello Risi con un 50,28% contro il 49,72%. Una vittoria anche qui di misura ma molto significativa.

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"Sarò il sindaco di tutti i neretini" ha commentato a caldo Mellone.

Minerva e Mellone se la sono dovuta vedere al ballottaggio con due "ossi duri" e il risultato non era affatto scontato alla vigilia del voto. Per questo la loro vittoria assume un valore ancor più importante al di là delle percentuali. Il segnale è arrivato. La gente chiede un cambio di passo e la speranza è che siano i giovani a poter dare le risposte ai tanti problemi del nostro tempo. Sta adesso ai nuovi sindaci dimostrare di essere all'altezza del compito.