In arrivo altre tegole sulla Volkswagen. Anni fa era stata stabilita un'alleanza con Suzuki, con parziale, reciproco scambio di azioni e futura, ipotetica, incorporazione del costruttore giapponese, che non navigava in buone acque. Suzuki aveva sbagliato alcuni modelli, che non erano piaciuti. L'unico modello che ancora si vendeva era il minisuv SX4, omologo nippo-ungherese della Fiat Sedici. L'intesa con Fiat era nata quando Suzuki gravitava nell'orbita General Motors (GM e FIAT erano alleate, finché non arrivò Marchionne) che, tramite la sua divisione Opel, ambiva al motore 1,3 diesel multi-jet torinese. Adesso a Torino esiste la GM Opel Powertrain.

Alleanza con Suzuki

Il Suv SX4 riceveva i motori da Torino e la trasmissione4x4dalla Vitara. Quando Fiat e GM divorziarono, Suzuki rimase senza motori e Fiat senza trazione integrale (che andò subito a prelevare dalla Jeep), mentre Suzuki si alleò con Volkswagen. I tedeschi vietarono qualsiasi rapporto di fornitura motori con Fiat, ma non produsseroveloci alternative. Il Suv SX4 sparì, alla pari della Sedici.

L'alleanza nippo-tedesca era da tempo in fase di risoluzione, perché non si era progettato nulla in comune e perché i metodi 'prepotenti' dei tedeschi erano mal digeriti dai giapponesi. In comune restavano soltanto le azioni scambiate. Ieri il Signor Suzuki si è tolto qualche sassolino dalle scarpe, vendendo il suo pacchetto azionario Volkswagen alla Porsche, consentendole di aumentare di peso all'interno del Gruppo Volkswagen, esattamente quando si doveva decidere il successore di Winterkorn. Tale mossa ha portato la Porsche al 52,2% del capitale di Vw. Infatti il nuovo CEO di Wolfsburg è Matthias Müller, ex numero uno di Porsche.

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Ambiente

LaSvizzerasospende le vendite di diesel Euro 5 del Gruppo Volkswagen

L’Ufficio Federale delle strade elvetico (USTRA) ha sancito un blocco temporaneo alle vendite dei veicoli diesel Euro 5, prodotti dall'intero Gruppo Volkswagen (Skoda, Vw, Seat, Audi etc..). Thomas Rohrbach, portavoce dell’USTRA,comunica che la misura riguarda circa 180 mila veicoli, che montano motori diesel 1.2, 1.6 e 2.0 equipaggiati con la centralina in grado di falsificare i datiin merito alle emissioni inquinanti.

Sono escluse le auto già vendute e circolanti. Questa decisione complica il già difficile lavoro di Matthias Müller, che ha ribadito l’impegno a garantire la massima trasparenza, allo scopo di recuperare credibilità e fiducia nei confronti dei consumatori. La Svizzera è il primo Paese europeo a bloccare le vendite Volkswagen ed ha annunciato indagini volte a stabilire l'entità del danno ricevuto. Questa strategia è simile a quella adottata da altri Paesi, tra i quali l'Italia.

Il Ministro dei Trasporti, Graziano Del Rio, ha disposto controlli a campione su mille auto diesel di tutti i marchi, un’operazione il cui costo è stimato in circa 8 milioni di euro. In questo difficile periodo di Volkswagen, un sicuro vincitore c'è comunque stato: Ferdinand Piëch, detentore del pacchetto di controllo della Holding, a cui fanno riferimento tutti i marchi citati. Müller è un suo uomo.Piëch è stato ridimensionato ad aprile, ma fino ad allora ha avuto voce in capitolo su ogni atto e modello Vw.

E' difficile che sia esente da responsabilità nel Dieselgate. Questo manager, dallo scorso giugno, è Cavaliere di Gran Croce Ordine al merito della Repubblica Italiana. I suoi 13 figli saranno orgogliosi di lui.

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