Lorenzo dovrebbe arrivare decimo affinchéRossi possa vincere il mondiale senza andare in zona punti. Le combinazioni con cui Valentino vincerebbe il suo decimo titolo mondiale sono varie ovviamente, ma non è di questo che si discute, né del contatto tra Marquez e Rossi.

Valentino Rossiè un campione che non può essere discusso o criticato dal punto di vista motociclistico. I suoi atteggiamenti umani, del resto, possono piacere o non piacere. Quello che rappresenta per il mondo delle due ruote è paragonabile a quello che rappresentano Maradona e Pelé per il calcio. Come accaduto in passato ai due grandi del calcio, anche per Valentino la sfida, quella vera, quella per entrare nella leggenda, non si gioca con i colleghi di tutti i giorni, ma con quelli che oramai si sono ritirati da tempo.

Agostini, le vittorie ei titoli

Il nome è sempre stato uno e uno solo, Giacomo Agostini. Nessuno ha vinto come lui in termini numerici – 15 titoli mondiali, 123 GP conquistati, 18 Campionati italiani e 10 vittorie del leggendario TT dell’Isola di Man. I fan di Valentino dicono sia assurdo il paragone. “Agostini correva contemporaneamente su più classi, e di avversari veri non ce n’erano poi tanti” si sente dire di tanto in tanto da qualche fan del Dottore. Molte di queste considerazioni sono vere, ma bisogna considerarle in tutta la lorointerezza. Correre su più classi non è cosa da tutti, e gli avversari che ti trovi contro corrono solo su una classe e sono concentrati su di un unico obiettivo.

Le sfide leggendarie non sono mai finite

Erano gli anni del conte Domenico Agusta, della Benelli e Agostini aveva un gran rivale. Lo chiamavano il Paso e non era tipo che mollava. Renzo Pasolini era fatto così, lui non calcolava troppo, lui dava il massimo e se poteva si prendeva tutto senza aspettare i tempi buoni, i tempi maturi, quelli che ti consigliano i saggi.

L’opportunità di riaprire il campionato 250 c’era e si trovava a Monza. Era il 1973 e il Paso avrebbe dovutobattere Ago. Allora via, subito, fin dalla partenza, dal primo rettilineo - chi li conosceva i calcoli e i tira e molla per favorire o sfavorire gli altri?! – a 200 all’ora. Come le leggende. Subito in testa e senza fare calcoli.

Ma la storia, si sa, è roba già scritta e dell’olio sull’asfalto o forse un grippaggio del motore fermarono Pasolini. Lo fermarono per sempre e con lui Jarno Saarinen che fu coinvolto nella caduta.

Di anni ne sono passati. Le Moto sono più veloci. Le vie di fuga ora sono reali. Ma non se ne abbia nessuno, di campioni, di gente come FreddieSpencer, il Paso, Jarno, di tipi "belli" come Giacomo non ne vediamo troppi in giro. Sì. c’è un ragazzo – o forse non lo è più – che si chiama Valentino e i suoi rivali, quelli veri, quelli necessari a scrivere leggende, a Valencia l’8 di novembrenon li vedremo, non in pista almeno.

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