L'isola di Man; l'eredità della leggenda; i 13 titoli nel Tourist Trophy: questo e molto altro nella mente dell'uomo più veloce di sempre della gara endurance per eccellenza Michael Dunlop, la cui mente carica di 28 anni di emozionanti ricordi sarà finalmente a nudo a partire dal prossimo 20 aprile 2017 nella prima biografia ufficiale "Road Racer: it's in my blood". Una storia di trionfi tra le pagine che ripercorrono la toccante vita della famiglia Dunlop, dai successi in pista alla tragica morte del padre Robert, fratello del Re per eccellenza Joey, deceduto a sua volta durante la North West 200 del 2008.

Michael Dunlop, un uomo di verità

Per niente in linea con l'atteggiamento da rockstar della maggior parte delle icone sportive e da sempre poco incline a parlare con la stampa, Michael Dunlop spiega il perché di questo libro: "Mi hanno sempre fatto tutti le stesse domande e ho pensato che fosse molto più semplice raccontare tutto in un libro in modo da dare a tutti le risposte che stavano cercando”.

L'erede dei Dunlop ha scelto di raccontarsi senza filtri e senza il timore di non andare a genio al pubblico affrontando tematiche non facili, prima su tutte la morte del padre durante la gara in cui l'ha visto morire: “Non sono uno che si tiene dentro le cose. Piuttosto butto fuori tutto dicendo la verità. Non mi piace mentire perché una volta che inizi a farlo finisci per perderti tra le tue stesse bugie.

Per anni ho sentito le stesse domande: perché lo hai fatto? Perché lo hai fatto in quel modo? Cosa ti passava per la testa in quel momento? Ecco, ho deciso di rispondere a tutto questo attraverso il mio libro”.

Un libro dedicato al padre, Robert Dunlop

Come è noto, Michael Dunlop ha costruito il suo impero di successo grazie ai 13 trionfi sulle insidiosissime strade dell'Isola di Man durante il Tourist Trophy, ma è impossibile per gli appassionati parlare dei Dunlop senza pensare a Joey e Robert, pionieri del nome e della categoria, la cui morte ha segnato uno spartiacque nella storia del motociclismo.

Robert Dunlop perse la vita nel 2008 durante una gara in Irlanda del Nord alla quale partecipava lo stesso Michael, che dopo aver visto il padre morire decise comunque il giorno dopo di prendere parte alla competizione vincendo tra le lacrime: “Vivo con questo ricordo ogni giorno della settimana. Non è qualcosa che puoi cancellare. Scrivere il libro mi ha riportato alla mente altri ricordi, ma convivo comunque ogni giorno con quello che è successo, quindi il libro non ha cambiato molto le cose.

Non sarei quello che sono ora se non fosse stato per mio padre."

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