Nelle grandi città, come nei piccoli centri, gli ausiliari del traffico spesso e volentieri vengono impiegati da Comuni come se fossero dei veri e propri vigili urbani. A tal proposito, la Camera dei Deputati sta discutendo il ddl Baldelli. Il disegno di legge C 680-A, che prende il nome dal suo promotore Simone Baldelli (Forza Italia), punta in particolare a modificare l'articolo 12 del Codice della Strada e a far chiarezza sui poteri attribuiti agli ausiliari del traffico.

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La volontà di porre rimedio a violazioni sistematiche

La figura dell'ausiliare del traffico, nel nostro Paese, è stata introdotta dall'articolo 17, della Legge Bassanini (legge 15 maggio 1997, n.

127). I Comuni sistematicamente utilizzano i vigilini come se fossero agenti di polizia municipale, attribuendo loro poteri sanzionatori che, in realtà, non potrebbero esercitare. “Nella scorsa legislatura - ha precisato Simone Baldelli durante un'intervista all'agenzia Adnkronos - un mio emendamento su questo tema è passato all'unanimità in Commissione. E mi auguro che anche ora ci sia la stessa condivisione". "Questa - ha aggiunto il deputato forzista - è l'occasione per decidere da quale parte stare: se dalla parte dei cittadini, della legalità, oppure dalla parte di coloro che vogliono solo fare cassa".

I dettagli del disegno di legge Baldelli

La proposta del disegno di legge Baldelli si compone di un solo articolo che stabilisce, in maniera chiara ed inconfutabile, che i dipendenti di società di gestione dei parcheggi non possono esercitare funzioni di prevenzione e accertamento delle violazioni relative alla sosta (di auto o di altri mezzi [VIDEO]) se non limitatamente alle zone oggetto di concessione ed esclusivamente riguardo gli spazi destinati alle aree di parcheggio a pagamento.

Alla stessa maniera, il personale ispettivo appartenente ad aziende esercenti il trasporto pubblico di persone non può godere di funzioni di prevenzione e/o accertamento delle violazioni relative alla circolazione e alla sosta: gli ausiliari, in questo caso, hanno dunque il dovere di intervenire solo per nelle strade e nelle corsie riservate ai mezzi pubblici. Se il ddl fosse convertito in legge, molte sanzioni stabilite dagli ausiliari del traffico sarebbero automaticamente nulle e potrebbero quindi essere contestate. Va ricordato che la Cassazione, negli ultimi anni, ha bacchettato più volte ausiliari e Comuni. A fare scuola, in particolare, è stata la sentenza n. 2973 del 15 gennaio 2016, che ha stabilito che i vigilini possono elevare multe [VIDEO], ma soltanto per parcheggi delimitati dalle strisce blu o nelle aree delimitate da strisce gialle (riservate ai trasporti pubblici).