Uno schiaffo e delle minacce. Così avrebbe provato a imporre l’acquisto di pacchi di bicchieri di plastica a un bar della zona. Solo pochi giorni fa, dopo un periodo di detenzione da poco terminato, era finito in prigione con l’accusa di aver sparato il 17 ottobre scorso in via Zingariello contro l’auto di un pretendente della compagna. Ieri al 41enne Damiano Romano è stata notificata una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal tribunale di Nola per tentata estorsione. La misura è stata richiesta dal pubblico ministero Arturo De Stefano.

L'indagato

Romano, residente a Sant’Anastasia, pregiudicato per droga, estorsioni e reati contro il patrimonio, è ritenuto dagli inquirenti vicino al clan Anastasio, anche se l’idea è che in questa vicenda abbia agito autonomamente.

Le minacce denunciate

I militari dall’Arma della locale stazione e della compagnia di Castello di Cisterna, diretti dal capitano Tommaso Angelone e dal maresciallo Raimondo Semprevivo, in un’indagine lampo hanno documentato che l’indagato il 24 ottobre scorso, recatosi con la compagna e il figlio intorno alle 19 in un bar di via Marigliano, con metodi violenti avrebbe preteso dal titolare che si rifornisse da lui di bicchieri di plastica.

Preso un caffè - stando alle testimonianze - gli avrebbe detto: «Hai capito chi sono io? Mi hai riconosciuto? Ti devi prendere dei pacchi di bicchieri di plastica. Due grandi ed uno piccolo da caffè. Te li devi comprare da me. Hai capito? Mo ci sto io e te li devi prendere da me e basta i bicchieri». Il deposito era pieno, gli avrebbe risposto il commerciante, che gli avrebbe quindi chiesto di ripassare nel fine settimana per verificare se ne avesse avuto bisogno.

Risposta non gradita da Romano che, secondo quanto riportato nel provvedimento notificato ieri, così avrebbe reagito: «Allora non hai capito chi sono io? Non hai capito che ti sparo? I bicchieri li devi comprare da me e basta. Sei un uomo di m***a. Ti devi comprare i bicchieri da me». Dichiarazioni, queste, trascritte negli atti e che, per il gip Sebastiano Napolitano che ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare, possono essere assunte come fonte di prova in quanto considerate credibili.

L'aggressione fisica

Il pregiudicato anastasiano poi, proferendo tali parole intimidatorie, si sarebbe diretto dietro al bancone e avrebbe tirato uno schiaffo all’orecchio alla vittima: le lesioni procurate erano state giudicate guaribili in due giorni dai medici, e per esse all’indagato si contesta anche il reato di lesioni personali. Le testimonianze raccolte dagli investigatori hanno trovato riscontro nel referto dei medici e nelle immagini delle telecamere di videosorveglianza a circuito chiuso installate nell’esercizio commerciale, elementi che sono bastati al giudice per ritenere necessaria l’applicazione di una nuova misura restrittiva nei confronti di Romano.

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