Ancora non si è arrestata l'avanzata del fuoco sulle pendici del Vesuvio, dove gli incendi bruciano dalla mattina dell'11 luglio. Le fiamme avvolgono ancora l'intero vulcano e sono visibili a chilometri di distanza. I residenti lamentano l'aria irrespirabile e sui social network imperversa la rabbia di chi continua a vedere dense nubi di fumo levarsi dai fianchi del cratere. Numerosi i comuni interessati dagli incendi: Ottaviano, Torre del Greco, Terzigno, Trecase, Ercolano, San Giuseppe Vesuviano, Boscotrecase e Torre Annunziata. Nel frattempo, continuano incessanti i lavori dei vigili del fuoco e dei canadair del Dipartimento nazionale (al momento tre in attività), anche se il vento ha contribuito notevolmente all'espansione delle fiamme su un fronte che ha raggiunto i due chilometri.

Il pronto intervento delle forze dell'ordine

Sono otto i focolai rilevati dai pompieri, e altrettanti gli inneschi. Gli incendi, tutti dolosi, sono opera di una o più mani criminali, e hanno completamente avvolto il parco nazionale del vesuvio. La magistratura di Torre Annunziata ha aperto un fascicolo contro ignoti. La zona maggiormente interessata è quella compresa tra Ercolano e Torre del Greco: numerosi edifici sono stati evacuati (già quindici famiglie sono state allontanate) e le forze dell'ordine, coadiuvate dai pompieri e dalla protezione civile, stanno cercando in queste ore di mantenere la situazione sotto controllo.

Sul posto sono inoltre accorsi oltre trecento volontari. Le fiamme, che hanno raggiunto Terzigno, si sono spinte fino alla discarica di Cava Sari (chiusa dal 2012), nella quale si continua a produrre biogas.

Animali vivi per appiccare il fuoco

Le forze dell'ordine riferiscono che gli incendi sono stati più volte appiccati anche dopo il pronto intervento delle squadre mobili. Chi ha appiccato le fiamme si è inoltre servito di animali vivi, in particolare gatti, cosparsi di sostanze infiammabili, che nella disperata fuga hanno contribuito ad estendere ancora di più la superficie interessata dalle fiamme.

Le carcasse bruciate sono state rinvenute sui luoghi degli incendi. Le stime dei carabinieri forestali riferiscono che l'incendio, con i suoi 50 ettari di terra bruciata, ha provocato danni pari quatto volte a quelli causati dagli incendi verificatisi nel 2016. I cittadini residenti lamentano la mancanza delle istituzioni, e si augurano che i colpevoli siano presto rintracciati.

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