La diffusione dei “modelli social” permette di assistere a fenomeni e iniziative diffuse di partecipazione informativa, commenti in tempo reale, approfondimenti su questioni sociali d’interesse pubblico, “sfogo partecipativo”, rilancio di “voci” che destano preoccupazione collettiva. Assistiamo al desiderio di manifestare il nostro pensiero di cittadini come persone coinvolte dalle decisioni politiche e pubbliche e dialogare in qualche modo per “contare” dal basso sui processi decisionali degli operatori pubblici.
Partecipazione diffusa e trasparenza sono il volano della democrazia partecipativa, disposta a sostenere la sua libertà e vitalità con la “cittadinanza consapevole” desiderosa di essere interpellata e coinvolta nelle decisioni più critiche.
Partecipazione e trasparenza sono fondamentali in una società interculturale che desidera dialogare apertamente per sperimentare nuovi modi più efficaci di confrontarsi in condizioni di parità e senza discriminazioni di alcun genere, nel pieno rispetto dei principi costituzionali. Partecipazione e trasparenza per il diritto all’informazione più completa, veritiera e possibilità di ricercare notizie che permettano a ognuno di costruirsi un pensiero libero e migliori opportunità di benessere consultando il web e le sue molteplici fonti.
Partecipare è coinvolgimento passionale ed emotivo verso qualcosa che suscita interesse, è concorso al “possedere” l’informazione libera incontrandosi per discutere e decidere aprendosi alla vita informata e non più ignorata.
E’ un processo che implica la presa di parte a eventi che si evolvono nel tempo e che forgiano la comunità. Partecipare e decidere, insieme sono meglio e donano ai destinatari dei provvedimenti il senso e la percezione concreta di trovarsi al centro di un sistema che evolve anche grazie al loro contributo.
I cambiamenti siano orientati e agiti per governare la complessità sociale, economica e delle istituzioni con modelli più adatti e precisi, disegnati con i cittadini, assieme alla gente di buona volontà partecipativa. Avvertiamo il bisogno di rinnovare l’esperienza civica in relazione con le istituzioni pubbliche e politiche per ridare senso e significato alla condivisione responsabile individuale e chiarezza maggiore all’intento iniziale della promessa per il popolo di esprimere la sua “sovranità” costituzionale.
E’ auspicabile andare verso una maggiore maturità collettiva che sappia elaborare gli errori e gli insuccessi recenti per offrire migliore capacità di progettare insieme, decidere e realizzare la politica pubblica. Consolidando i processi partecipativi si esige da noi stessi e dagli amministratori chiari obiettivi, definizioni di responsabilità, competenze e risorse necessarie, applicazioni di soluzioni integrate ai vari settori del mondo produttivo e sociale, sviluppata e collaudata e-democracy e non replicare gli errori e le esperienze negative. La democrazia partecipativa vuole fornire indicazioni e strumenti operativi più innovativi, richiede una buona preparazione al processo partecipativo, vuole supportare validi metodi per la promozione della democrazia collettiva, desidera un costante confronto collettivo, ammette l’esistenza di strumenti che affinino la pratica di ascolto.