“La più bella del mondo”, è lo show di Roberto Benigni sulla Costituzione Italiana raccontata nei suoi principi fondanti, tra comicità e dotta oratoria persuasiva unite da straordinaria energia e da appassionato italiano che è.
La Costituzione travolge la vita pubblica di ogni cittadino d’Italia, dispiegando i suoi effetti su milioni di persone che spesso la disconoscono o lo ignorano nei tratti che la rendono unico emblema di una democrazia matura ed equilibrata da “cullare” con attenzione e dedizione. Nel “dettame costituzionale” vi è l’autorità in mano alla politica di realizzarla nel suo ampio mandato e al popolo il potere e la responsabilità di partecipare a essa e in essa incarnandone i valori forti fondamentali per non consegnarsi al “barabba” qualunque.
L’ispirato comico ha incitato a “amare la politica” e “non rispettarla” per la condizione di distacco, sudditanza e inferiorità verso chi esercita la politica come mestiere che ciò induce. Amare, invece, è più alto volere, sacrificio responsabile di partecipare democraticamente alla vita del Paese, rispettando le leggi, informandosi sui candidati e programmi, ricordando la Storia d’Italia e i suoi passati errori disastrosi, ringiovanendo l’orgoglio dell’unità di essere italiani ispirandosi alla strada indicata nella Costituzione per superare difficoltà, rimarginare le profonde ferite economiche e morali.
Dall’esortazione ad amare il pensiero è rivolto alla “Carta” che “ci protegge e proclama l’umana dignità”.
Lungo il percorso descritto dai dodici principi fondanti della Repubblica Italiana, vi si può scorgere la “Via Crucis” dell’”uomo politico” che dal niente riuscì a concepire con il sangue della vita e il dolore del parto concettuale, la libertà di un’alta visione del popolo libero e democraticamente forgiato, che può darsi una forma d’italianità più unita. Amare la politica che rispetta il bene comune ed è funzione alta dell’organizzazione della pace e serenità collettiva, fiducia e speranza nel tornare a risorgere migliori di prima, cominciando ogni giorno come se mai fosse vissuto prima, appartenendo a un popolo che se ha concepito tali intenti in Costituzione deve poterli e saperli vivere e applicare per non smentire se stesso.
“Il lavoro è passione, senza lavoro crolla tutto perché lavorando, modifichiamo noi stessi e ritroviamo nella paga l’essere”, dice Benigni in uno dei suoi infervorati passaggi. “La persona è tutto”, la dignità dell’uomo unita ai doveri di solidarietà politica, economica e sociale. “La Sacralità dell’Unità d’Italia” laddove la Costituzione “riconosce, garantisce, promuove e tutela”, include e coinvolge tutti, nessuno escluso. Nella distinzione tra Stato e Chiesa c'è il significato del reciproco rispetto e collaborazione inclusiva della laicità. “Amare il prossimo come te stesso”, è la missione che abbiamo trovando le forme per essere uomini di buona volontà, attenti alla vita dell’altro e, allo stesso tempo, cittadini attivi e responsabili per quanto avviene fuori e dentro di noi.
Perseguire l’unità e non la divisione, accogliendo il nostro prossimo è anche il significato del rifiuto di ogni forma di conflitto armato e al riguardo Benigni ammonisce dicendo che “nessuna guerra ha mai prodotto un beneficio maggiore del dolore che ha provocato”. La guerra deforma la mente e le persone con essa.
Il vento romantico del racconto sulla Costituzione si conclude con l’orgoglio nazionale avvolto dalla bandiera del tricolore: che possiamo declinare con il verde della speranza, il bianco della purezza degli intenti e di alti principi perseguiti, il rosso del sangue versato a favore dell’unità che abbiamo ereditato dai nostri “padri costituenti” ma da conquistarsi continuamente. “Non bisogna chiudersi nel proprio guscio, i nostri costituenti ci dicono di non tornare indietro, di mantenere le nostre radici ma che non sprofondino nel buio della Storia e vadano su, come mani che si stringono” (Benigni).
Nella nostra Costituzione vi sono le chiavi di lettura che offrono un ampio respiro al senso di pacificazione della Nazione che in questo periodo deve decidere e mostrare la sua unità in Europa e verso il suo futuro prossimo.