Da 250 milioni di anni la terra ospita la vita con evidenza di ritrovamenti fossili appartenenti alla specie dei dinosauri in tale varietà da riempire interi musei con i loro scheletri pietrificati. In questo lasso di tempo si ha evidenza di tali trasformazioni che potrebbero essere riconosciute numerose famiglie differenti della stessa.

I ritrovamenti riguardano soprattutto animali/esseri viventi di grandi dimensioni. Quelli piccoli si suppone fossero esistiti ma che per le dimensioni e la consistenza dei loro organismi, à difficile possano essere trovati, conservati riconoscibili ai giorni nostri.

Il tempo modifica consumando e distruggendo inesorabilmente la numerosissima presenza di animali e piante di piccole dimensioni, si salvano solo quelli che venendo inglobati immediatamente in supporti conservativi possono superare la prova del tempo. Esempio ne sono gli insetti ritrovati nelle gocce di ambra, concrezioni fossili di resina di conifere. Sono stati ritrovati gusci di chiocciole e conchiglie in quantità, abbastanza resistenti da durare il processo di pietrificazione. Lumache o piccoli insetti come formiche, pappataci o grilli, simili a come li conosciamo noi potremmo al momento solo immaginarli.

La quantità di campioni scoperti è così esigua per il tempo e lo spazio, che la ricostruzione della vita e degli eventi che ci hanno preceduto non può che essere parziale, insufficiente.

Il lavoro dei paleontologi è eroico, mastodontico ma tuttavia molto fantasioso perchè la ricerca effettuata su un arco di tempo esagerato e la variabilità della vita così com'è, è affidata a un misero uno % di reperti totali ritrovati. Il lavoro dei paleontologi è epico, eroico e le ricostruzioni degli eventi di quel lontano e lunghissimo tempo, proprio alla luce dei dati in nostro possesso, molto fantasioso seppur affascinante. Decenni di ricerche paleontologiche, hanno permesso di trovare gran quantità di reperti fossili di tutti i tipi.