Il Movimento 5 Stelle, dopo oltre 60 giorni dalle elezioni politiche di febbraio, ha mostrato tutti i suoi limiti. L'incapacità dei suoi dirigenti, in primis Beppe Grillo, di avere una visione globale del problema Italia.
Questi signori con 109 deputati e 54 senatori hanno saputo dire solo di no. No a tutto, come se fossero gli unici depositari della verità assoluta. Gli Unti del Signore, o più realisticamente della rete, che se fossero andati al governo avrebbero risolto i problemi dell'Italia con un semplice tweet.
Con il 25% dei voti non hanno saputo formulare una proposta al di fuori di quella un po' manichea del governo monocolore 5 Stelle.
Hanno respinto al mittente tutte le proposte fatte dal Partito Democratico di Bersani per un governo di cambiamento, in cui molti punti dei due partiti coincidevano e si sovrapponevano perfettamente.
Anche nell'elezione del Presidente della Repubblica si sono arroccati nella loro posizione determinata dalle quirinarie on-line, senza rendersi conto che una condivisione dell'inquilino del Colle avrebbe portato benefici a tutti, soprattutto agli italiani.
Tra l'altro qualche giorno dopo si è venuto a sapere che Rodotà, persona stupenda ed irreprensibile, era stata votata solamente da 4800 grillini. Se questo è il senso della democrazia del Movimento 5 Stelle c'è d'aver paura, credono di poter governare con una oligarchia di internet.
La semplicità dei social network illude chi li usa e li porta a credere di partecipare attivamente alla vita politica, in realtà come dimostrato dai fatti, solo pochissime persone gestiscono e determinano le scelte della rete evitando accuratamente il confronto come Grillo dimostra quotidianamente.
Non vorremmo che milioni di persone, che giustamente chiedono un cambiamento radicale della politica, cadano nel gravissimo errore di pensare che solo protestando si risolvono i problemi. Perchè non è così. Perchè i problemi si risolvono tutti insieme discutendo e confrontandosi senza veti e paure. La democrazia è viva solamente se è partecipativa e di confronto, quando invece diventa filtrata da un mezzo non può che portare all'illusione e l'illusione, a volte, porta al disastro.