L'orrore inizia ogni giorno, in laboratori illuminati da luce artificiale individui in camice e guanti protettivi seviziano e uccidono ogni tipo di animali, cani, gatti, scimmiette, con assoluta professionale normalità. Può essere normale l'orrore? Si, facendoci l'abitudine. Basta pensare ai campi di concentramento. Chi conosce i cani sa di quanta sensibilità sono capaci e di quanto amore e di quanto dolore.
Anche i primati sono emozionalmente simili a noi. Procurare loro sofferenze sino alla morte può configurarsi come un crimine, morale se non legale.
I fautori di questa ignobile pratica affermano che "il fine giustifica i mezzi". Impossibile sapere cosa ne avrebbe pensato Machiavelli, a cui è stato rubato il detto. Ma quale "fine"? Un presunto progresso scientifico che ci degrada come dignità molto al di sotto degli animali sacrificati? Quale progresso? La maggior parte degli esperimenti sono finalizzati alla preparazione di prodotti estetici.
Nemmeno la strega di Biancaneve avrebbe fatto simili cose. Poi ovviamente c'è il denaro. La morte atroce di centinaia di innocenti può comportare finanziamenti e borse di studio… ci auguriamo sappiano "… di che lagrime grondano e di che sangue". Oltretutto l'efficacia effettiva medica degli esperimenti è incerta e controversa, tutto pare ridursi a un processo sperimentale.
Occorrono anni (e migliaia di vittime) per commercializzare un prodotto, quasi sempre superfluo.
Ma la difesa del sistema è troppo facile, diventa addirittura paladino del bene comune. Poche e disorganizzate le proteste, spesso ingenuamente strampalate. Grande in questo contesto il successo della Brambilla, che ha fatto chiudere il complesso "grenn hill", liberano i suoi beagle… (grenn hill, un nome accattivante per un lager). Purtroppo è una goccia nel mare dell'orrore. Senza l'appoggio di larga parte dell'opinione pubblica e dei media non si fa niente. Ma tutto è concentrato su altri problemi, crisi economica, governo… vivisezione? "In fondo sono solo bestie…".