La bella stagione italiana, oltre che dalle cronacheriferite allo stato di salute del mare ed agli scherzi meteorologici, al gossipe alle varie miss, sino all'individuazione del classico tormentone musicale chefrulla nel cervello, è caratterizzata dal puntuale delitto d'estate.
Quando accadono gravi fatti di cronaca in altri periodidell'anno, salvo qualche eccezione, dopo un po' le notizie comincianoa essere dimenticate. D'estate, invece, delitti efferati, e non, martellano l'opinionepubblica dividendola sotto gli ombrelloni, quasi fossero argomenti dienigmistica.
Purtroppo, anche a distanza di anni, molti dei più noti"delitti d'estate" sono rimasti senza colpevoli o con la permanenza dimoltissimi dubbi finanche sull'esito delle indagini e sullo svolgimento delleattività processuali. Dal delitto di Via Poma (vittima Simonetta Cesaroni) aquello di Laura Bigoni, uccisa a coltellate nel '93 a Clusone, sino a quello diGarlasco del ferragosto 2007, quando Chiara Poggi fu trovata con il craniofracassato; E ancora quello della skipper Anna Rita Curina, nell'88 (il"delitto del catamarano") e quello della studentessa Elena Lonati, nel 2006, ilcui colpevole si è poi costituito o quello della studentessa Federica Squariserinvenuto a Lloret de Mar, in Spagna, lo stesso luogo in cui era scomparsa.
Pernon dire del tormentone del delitto di Avetrana, con la giovane vittima SaraScazzi e la famiglia Misseri al completo indagata, che "tiene banco"da anni ormai nei talk-show televisivi sin da quando il fatto è avvenuto.
Fatti tragici,tristi, spesso cercati quando non ve ne sono di eclatanti, esempi non positividi un'informazione che spesso sconfina in una spettacolare mitizzazione che nonpermette di riflettere doverosamente sul perché. E con l'augurio che, sin daquesta estate, non si ripetano né delitti né sciacallaggi mediatici.