Nina Siakhali Moradi sapeva bene che la disparità di trattamento fra i sessi era in Iran un problema grosso come un macigno, e la promozione dei diritti delle donne era stata in effetti la ragione principale per cui aveva corso per un posto nel consiglio comunale diQazvin. Ma neanche lei avrebbe probabilmente potuto indovinare laragione per la quale sarebbe stata squalificata dalle elezioni coneffetto retroattivo: essere troppo attraente.

E' proprio così, i funzionari maschi in Iranhanno decretato che la Moradi era semplicemente troppo bella perpoter accedere ad una carica pubblica.

Hanno sostenuto cheaveva vinto la sua campagna solo per il suo aspetto esteriore, definendo isuoi manifesti 'volgari e antireligiosi'. Tutt'al contrario, i suoiposter sono perfettamente in linea con la tradizione Islamica.Nella fotografia sotto accusa, la Moradi indossa un hijab e nascondetutti i suoi capelli, così come tutto il corpo, ad eccezione del viso.

Inizialmente la Moradi non era riuscita adentrare direttamente in consiglio, ma i 10.000 voti ottenuti leavevano garantito il diritto di succedere ufficialmente ad un membrodel consiglio che non fosse stato in grado di ricoprire la carica. In seguito, un membro del consiglio lasciò l'incaricoper diventare sindaco liberando così il seggio per la Moradi.

A quel punto, per prevenire l'ingresso dellaMoradi nel consiglio, interviene la commissione del riesame compostaesclusivamente da uomini anziani. "Non vogliamo nel consiglio unamodella da sfilate" dichiararono ufficialmente alla stampa.

Il vero problema non è tanto l'aspetto dellaMoradi, quanto la sua politica. Lei si era presentata alle elezionicon il motto programmatico "Idee giovani per un futuro giovane",una campagna che aveva acceso gli animi dei ventenni mentre avevaturbato i più anziani leader conservatori che preferiscono unapproccio più tradizionale nel modo di governare.

Nonostante gli standard misogini dell'Iran, gli esperti hanno comunque dichiarato illegale la decisione degli anziani. Se si pensava che laMoradi non fosse adatta per l'incarico, si sarebbe dovuto dirlo primadelle elezioni, non dopo che una commissione di magistrati avevaapprovato la sua candidatura e dopo che lei aveva vinto la corsa peril seggio in consiglio.

Quest'ultimo intervento appare come un chiarotentativo di bloccare la sua politica progressista e la sua influenza crescente.

Dopo che negli ultimi anni i diritti delle donnein Iran avevano fatto passi all'indietro, il nuovo presidente eletto Hassan Rohwani ha promesso di ripristinare lelibertà delle donne nel suo Paese. Comunque, con le posizioniconflittuali che attraversano il governo in carica, è chiaro cheristabilire questi diritti sarà una battaglia immane.

Prima che gli americani guardino con troppacondiscendenza alla popolazione Iraniana per la loro oppressione neiconfronti delle belle donne, ricordiamoci che il mese scorso la CorteSuprema dello Iowa è arrivata ad una decisione simile, quando hadichiarato che era lecito per un uomo licenziare una dipendente donnaperché troppo attraente.

Evidentemente, è costume quasi universale chele donne vengano viste prima come oggetti sessuali e poi come membriattivi della società. E se c'è ancora qualche dubbiosull'esistenza del patriarcato, ricordatevi di quei cosiddetti 'regolamenti' fatti per rispondere alla seguente falsa domanda: "Come può un uomo finire il suo lavoro contutte queste donne eccitanti che gli stanno intorno?"