Fabrizio Corona è finito nei guai e da quei guai non è riuscito ad uscirne, oggi si trova in un carcere a scontare una condanna a suo carico per reati quali estorsione, bancarotta, evasione fiscale, ecc.
Nell'ambiente sapevano tutti che elemento era, perché è andato spesso e volentieri contro la legge, comportandosi in modo illegale nella sua vita di ogni giorno, ed oggi è in carcere proprio per una delle sue bravate"da bello e dannato": una sentenza choc, va detto a sua discolpa, se rapportata ai casi di omicidi e di stupro, ma anche di corruzione e peculato dei vari politici e banchieri per milioni di euro, reati ben più gravi dei suoi.
Lo scalpore per questa sentenza è ovvio, perché se i reati di Corona sono gravi e le relative condanne sono consequenziali e il giudice ha solo applicato la legge, tuttavia non si può punire un ladro di galline, detto in modo banale, come un assassino e l'assassino come il ladro di galline, ma pare che questo succede oggi nel nostro paese, spesso.
Il problema a dire il vero non è la sentenza del giudice che ha condannato Corona, ma quelle forse di molti colleghi che in altri casi non sono stati abbastanza severi. Oggi più che mai il paese necessita di una certezza della pena, ma questa sentenza se confrontata con la frase che campeggia alle spalle dei giudici italiani "La legge è uguale per tutti", pare non esserla affatto.
Ha già trascorso 410 giorni in carcere e ha pure ottenuto uno sconto della pena con una "alternativa", che ridurrà il totale di 4 anni e 2 mesi di reclusione.
In una lettera al giornale Chi, Corona dal carcere di Opera scrive di aver raggiunto "un limite e una linea d'ombra da superare...una disfatta" e riconosce al carcere un lato positivo, appena uscirà si rifarà e dichiara: "quando uscirò mi riprenderò tutto", ha compreso i suoi errori e quando uscirà vorrà "non avere più sensi di colpa".
La giustizia che ha fatto bene in questo caso, avrebbe dovuto forse essere meno severa e tedesca, anche perché nel suo come in molti casi sarebbe bastato rifarsi sul patrimonio, cosa che gli italiani che pagano e spesso vengono vessati per cose da poco oggi più che mai chiedono alla giustizia, un argomento serio e correlato allo svuota-carceri, il caso di Corona e molti altri.
E pensare che i giudici sono stati magnanimi, se si leggono le motivazioni della sentenza del Tribunale di Milano a 3 anni e 8 mesi per Vallettopoli : "Le sanzioni dure per ... estorsione servono per punire il fenomeno della richiesta del pizzo, i fatti commessi da Fabrizio Corona sebbene connotati da ... odiosità non sono di tale gravità come quelli della criminalità mafiosa".
Hanno concesso a Corona pure le attenuanti generiche, perché "i fatti di estorsione" che "non assurgono a tale gravità, sia per il tipo di interessi che colpiscono, sia per l'entità delle somme richieste … in rapporto alle capacità economiche delle vittime".
Per il Tribunale di Milano, il reato di estorsione così come previsto nella legge riguarda, il grave fenomeno della criminalità organizzata milanese di cui dono vittime i commercianti, non è presente nel caso di Corona.
Il carcere per molti reati non serve, è sufficiente una condanna monetaria consona, ma il nostro è il paese dei separati che non pagano alimenti alle mogli, delle sentenze passate in giudicato non applicate, di scarcerazioni di criminali: chi non crede che Corona debba stare in carcere non è un disonesto ma vorrebbe solo più giustizia per casi ben più gravi o parimenti che sono invece stati considerati con minore rigore.