Anche oggi, come ogni anno, il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, ha tenuto a Roma il tradizionale "discorso commemorativo" agli italiani, che celebra la "liberazione del nostro Paese" dalla dominazione dal Nazi-Fascismo.

Dopo un breve colloquio con il Premier Matteo Renzi, in diretta televisiva, il Presidente, alla presenza del già citato Renzi, del Presidente del Senato Pietro Grasso, il Presidente della Difesa Roberta Pinotti ed altre importantissime Autorità dello Stato, ha deposto la corona di alloro all'Altare della Patria.

Nel suo discorso, il Presidente ha parlato della Resistenza ed ha ribadito e sottolineato con vigore e forza ed a tratti con umana commozione che "I valori della Resistenza sono incancellabili!" Napolitano ricorda l'impegno degli Italiani che nel '45 fecero riconquistare all'Italia l'indipendenza e la libertà.

"Fu un grande moto civile e di ideali, ma soprattutto fu un popolo in armi" -dice Napolitano-"una mobilitazione coraggiosa di cittadini giovani e giovanissimi che si ribellarono allo straniero. E non mancò l'apporto delle donne"-continua il Presidente- "che si costituirono nelle regioni del Nord in gruppi di difesa."

Il presidente della Repubblica ricorda inolte i nostri connazionali Marò in India e dice: "Onore ai Marò ingiustamente trattenuti lontano dalle loro famiglie e dalla patria".

Napolitano esprime altresì la sua immensa gratitudine a chi lo ha rieletto agli onori di Presidente e Rappresentante dello Stato Italiano, concedendogli ancora fiducia per il suo secondo mandato.

I valori della resistenza sono incancellabili dice Napolitano, ma quanti di noi oggi si ricordano del vero valore da attibuire a questa giornata di festa? Facciamo un salto indietro nella storia e rinfeschiamo la nostra memoria.

Seconda guerra Mondiale. Ben 69 anni fa, un tempo non molto lontano da noi, all'alba del 25 Aprile, le città di Milano e Torino vennero liberate e ben presto seguirà lo stesso felice destino per tutta l'Italia. Il 25 aprile 1945, alle 8 del mattino l'esecutivo del Comitato di Liberazione Nazionale dell'Alta Italia, composto da Luigi Longo, Sandro Pertini, Emilio Sereni, Leo Valiani ed altri illustri personaggi storici proclamò ufficilamente, via radio, che iniziava "l'insurrezione": la presa di tutti i poteri e la condanna a morte per tutti i fascisti e filo-fascisti.

« Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l'occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e a Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire. » (dal discorso di Pertini che proclama lo sciopero del 25 Aprile '45)

Anche per Mussolini gunse repentina la notizia della condanna a morte che da lì a qualche giorno verrà fucilato. Questa data rappresentò l'inizio di un percorso storico che porterà l'Italia e gli italiani al Referendum del 2 Giugno dell'anno successivo dove alla popolazione (ed alle donne per la prima volta) verrà chiesto di scegliere tra "Repubblica e Monarchia".

Il 25 Aprile segna quindi la vittoria dei Partigiani antifascisti sulla dittatura: giovani uomini e donne, comuni cittadini e soldati, sacerdoti, operai e contadini, socialisti, cattolici e comunisti che, grazie all'aiuto degli alleati americani ed inglesi, sacrificarono la loro vita ed organizzarono la Resistenza per riconquistare la libertà e la democrazia.

Un dono fatto con sacrificio e speranza per le giovani generazioni... tra cui noi! Ma cosa rappresenta oggi per gli Italiani questo giorno di festa? Al grido di "Libera per tutti!"Ci auguriamo che sia una bella giornata di sole da dedicare al "rusti e mangia" (il tradizionale picnic a base di carne alla griglia, per intenderci)! Sguainiamo Carbonella, griglia, salsiccie, pane,cotolette e chi più ne ha ...

più si abbuffi!

Il pericolo che ci si dimentichi della ricorrenza è molto probabile: troppo vicina alla Pasquetta, troppo poco distante dal Primo maggio... che in questo caos di cibi affumicati si perde l'orientamento! E trovandosi a parlare del più e del meno tra amici di 24 Aprile, può capitare che un'amica ci inviti per la "scampagnata" del giorno dopo e che riceva come risposta: "Perché vai a mangiare in campagna domani?? Che carina ad invitarmi...che festeggiamo?!"

Sarà perché c'è una gran crisi che per esorcizzare lo spauracchio della tristezza economica e della poco democrazia effettiva, che oggi il primo pensiero dell'italiano medio è la possibilita' di poter festeggiare in allegria!

Un altra festa consumistica!

Più che libertà oggi dalla società trasuda molto "libertinaggio". La liberazione, la libertà d'espressione, politica, militare, la libertà dai preconcetti, diventano teorie. Fare un salto nel passato e studiare un pò di storia giova come il pane in tavola ogni giorno. Perché penso che i ragazzi debbano sapere che oggi è un giorno di Festa e che debba essere una festa di ogni giorno: a lavoro, a scuola, per strada, nelle proprie famiglie o con gli amici.

La storia è importante PER NON DIMENTICARE che se oggi abbiamo un giorno "tinto di rosso" nel calendario, un giorno di vacanza da scuola o da lavoro. Se oggi ci è possibile andare in campagna per il "rusti e mangia" è perché tantissimi giovani hanno "tinto di rosso" la nostra amata terra che oggi si fascia da Nord a Sud del Tricolore. Tutta intera.