Galli della Loggia è intervenuto oggi sul Corriere della Sera con un articolo che offre una spiegazione abbastanza plausibile del perché l'Europa è sostanzialmente "sorda" alle richieste d'aiuto dell'Italia riguardo agli sbarchi a Lampedusa. In sintesi, egli osserva che gli Stati europei hanno fin troppe grane a casa propria con gli immigrati, per cui non hanno nessuna voglia di "aiutare l'Italia, facendosi carico di un problema che già li mette così in difficoltà a casa loro".

Il secondo punto, abbastanza ovvio, è che le cose vanno in questo modo perché "in sessant'anni non è nato nulla che assomigli in qualche modo a uno spazio politico europeo comune".

Il secondo punto toccato da Galli Della Loggia spiega abbondantemente il primo, e il suo modo di vedere è da anni largamente condiviso da molti esperti e studiosi, specie tedeschi, perché, come ben spiegava Mario Patrono (The Political Unity of Europe. A Dream or a Reality in the Making?, in Victoria University of Wellington Law Review, 2004, p.

339, nota 24), Peter Häberle, per esempio, aveva sottolineato che sono assenti totalmente i "presupposti" per una reale unificazione europea, perché i vari Stati sono oggi pervasi da fortissimi sentimenti nazionali, sono gelosi delle loro diversità e pochissimo disposti ad amalgamarsi tra di loro.

Ministro Alfano, ha fatto domanda? Aggiungo un ulteriore spunto di riflessione: la difficoltà di ottenere qualcosa di significativo in tempi brevi.

Le burocrazie nazionali (fra cui quella italiana) e quella europea sono state definite da Niall R. Whitty (Regional Private Laws Certification in Europe, Cambridge University Press, 2003, p. 71 nota 64), con immagine veramente felice, "isolated fossils" , quasi "fossili alieni". Di fronte alle richieste del Ministro Alfano, la burocrazia europea ha risposto: "Di che cosa avete bisogno?"

E il Ministro ha replicato: "È una domanda assurda, perché sanno benissimo di che cosa abbiamo bisogno!" Sbagliato!

Perché le burocrazie sono "sorde e cieche" , "monadi senza porte e senza finestre"; e per ottenere una qualche risposta bisogna "fare domanda in carta da bollo ", con tanto di "oggetto". Poi c'è tutto il lunghissimo "iter burocratico" di mezzo, e, alla fine, ti viene risposto che la tua domanda è stata accettata, ma ti viene dato un po' di meno, perché il budget europeo è quello che è.

Così, mentre il Ministro Alfano ha chiesto all'Europa una "task force" per far fronte agli sbarchi, molto probabilmente (e sempre ammesso che "faccia domanda") gli verrà concesso soltanto un incredibile "tour de force" burocratico e un "bonus" per via dell'asfittico budget europeo.

Il "risparmio" è poi solo apparente, perché, come tutti sappiamo molto bene, i più bravi dirigenti che avranno saputo risparmiare saranno gratificati con somme spropositate come "premio di produzione" per aver "gestito sagacemente" il pubblico denaro, che finirà nella capace "tas-c- force" [= "tasca senza fondo"] dei nostri sagaci burocrati. Un modo estremamente elegante e raffinato per "trasformare", quasi per magia, i soldi pubblici in "emolumenti privati".

Ma l'Europa, se vuole sussistere, non può più attendere all'infinito.

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