È evidente lo stato confusionale in cui versa l'M5S ed il suo duo solo al comando "Grillo & Casaleggio". Emerge ogni giorno di più. Ma che fossero come dei pugili suonati da quell'enorme uppercut mollatogli dagli elettori il 25 maggio lo si era capito subito. Per quella sala stampa vuota in diretta TV e per quel mesto messaggio video che Grillo (nella migliore tradizione berlusconiana) ha diffuso con annessa pastiglia di Maalox.

D'altronde, tra il proclama del #vinciamonoi alla perdita di tre milioni di voti c'è un abisso grande come il mare. Ma una forza politica seria lo proverebbe a riempire, subito, con una impietosa analisi, prima di rimettersi l'elmetto per altre guerre di dubbio esito. Qualche voce in questa direzione è emersa. Anche se subito si è alzato il tono minaccioso (pena l'espulsione) per evitare che cada quel tabù che vorrebbe intoccabili i due comproprietari del M5S: la premiata ditta Grillo & Casaleggio!

Ma nel frattempo Grillo che fa? Dice di non potersi dimettere da niente (ma da megafono no?) e vola (delegato da chi?) in Europa ed in compagnia del figlio di Casaleggio (anche qui come per l'ex cavaliere si paventa una successione dinastica?) ad incontrare quella bella personcina che è il noto xenofobo britannico Farange con cui allearsi. Continua, poi, a dare la colpa del proprio flop ai pensionati italiani che non avrebbero per nulla a cuore la sorte dei giovani, dimenticando il dettaglio che ognuno di loro ha almeno un figlio o un nipote disoccupato a cui fare da Stato sociale.

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M5S

Affida ai suoi pasdaran l'onere di provare a confutare la plateale cocente sconfitta elettorale (non è vera è una leggenda metropolitana) nella peggiore tradizione di quei partiti tanto odiati.

Ma sono tante le persone per bene che militano e votano M5S che cominciano a porsi delle domande: c'è un futuro per l'M5S dopo questa debacle? Ed ancora: ma se il #vinciamopoi non si sa quando si concretizzerà, come mettere a frutto ora e subito il grande capitale umano ed elettorale accumulato?

Ma difficilmente riusciranno ad ottenere risposte. Almeno a giudicare dal reiterato atteggiamento di insofferenza alle critiche manifestato in passato ed ancora in queste ore da Grillo, Casaleggio e i loro pretoriani più fedeli. Come direbbe un nostro caro amico: la vedo dura!

Purtroppo, l'amara verità è che se l'M5S non fosse quel (non) partito padronale che è, tutto sarebbe più semplice. Sarebbe persino ovvia l'ipotesi di andare "oltre Grillo & Casaleggio" per cambiare direzione di marcia!

Ma questa è pura fantascienza perché, giustamente, Grillo -come Casaleggio- non può essere dimissionario da un movimento di cui è proprietario. Per cui ragazzi, donne e uomini che protestate, rassegnatevi a continuare a credere ed obbedire. Anche se molti di voi, il primo peccato capitale l'hanno già compiuto: pensare male del leader e farlo anche ad alta voce.

Eppure cambiare, uscire dalla sterilità delle attuali posizioni, radicarsi sul territorio ed in ambito nazionale con una vera classe dirigente matura che si liberi dalle pastoie del "padre padrone", anche per il M5S è diventato un imperativo non più rinviabile.

E magari, se mai accadesse, potrebbe tornare utile anche a dare una mano a risolvere i problemi del Paese, senza aspettare in riva al fiume che passi il suo cadavere per poi ballarci attorno. Ma forse l'M5S è già oltre Grillo, a sua insaputa.

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