Non è un Paese per giovani, non è un Paese per vecchi, e non è nemmeno un Paese per disabili. A questo punto viene da chiedersi se sia almeno un Paese, ma questa domanda è troppo complessa per questo poco spazio. Il nostro Paese è tradizionalmente molto poco attento a tematiche sociali come l'accessibilità degli spazi pubblici per tutti i cittadini, anche per gli anziani, le persone malate ed i disabili. In realtà le leggi ci sarebbero anche, ma la prassi è tutt'altra e si basa più su iniziative private che su una pianificazione pubblica e generalizzata.
Il Fatto Quotidiano riporta la testimonianza di Max Ulivieri, esperto di turismo accessibile, disabile e fondatore del sito Diversamenteagibile.it, nonchè blogger del medesimo quotidiano, il quale racconta che in Italia non esiste alcuna lista, ministeriale o d'altro genere, che riporti un elenco di luoghi e strutture, spiagge e bagni che siano attrezzati per garantire l'accessibilità anche a categorie svantaggiate come i disabili. Perciò l'incombenza della ricerca del luogo adatto, sta tutta sul disabile interessato, che deve perciò, come spiega Ulivieri, munirsi di elenco telefonico, pazienza e chiamare nella speranza di trovare la struttura che cerca. Il che è una impresa piuttosto ardua e comunque molto lunga.
Anche perché nel nostro Paese, non dovrebbe essere il cittadino svantaggiato ad occuparsi di ciò, ma, per legge, il Ministero dei Beni Culturali e del Turismo, che però, come anticipato non ha mai messo a punto alcun elenco o lista di spiagge o strutture accessibili dai disabili, e il sito del Ministero invece rimanda unicamente a otto link esterni, tra cui appunto quello di Max Ulivieri, curati da associazioni private che, per quanto si impegnino con dedizione e sforzo, non possono, per forza di cose, offrire un elenco esaustivo e completo di ogni informazione. Compito che, di nuovo, spetterebbe al Ministero, al pubblico, pagato dai cittadini, e non ai privati stessi, i quali invece hanno il diritto di pretendere una lista e un elenco completo e aggiornato per venire incontro alle loro esigenze. Perché in un Paese civile, sono le esigenze delle minoranze svantaggiate e la loro soddisfazione da parte delle istituzioni, che ne esprimono il grado di progresso sociale e morale.