Ogni giorno che passa noi lo dedichiamo all'informazione. Forse non tutti hanno la consapevolezza di ciò, ma l'informazione ci rende parte integrante della nostra società, quindi anche involontariamente passiamo dei momenti ad informarci, anche chiacchierando con la gente che si incontra al bar e in luoghi comuni. C'è chi lo fa in maniera ricercata, ma siamo sicuri che lo faccia in maniera corretta?

Internet ha sicuramente dato una svolta al nostro modo di informarci, ci mette in comunicazione con gente che non conosciamo e a lunghe distanze, con la possibilità di confrontare articoli di diversa provenienza e perché no, anche verificare da fonti attendibili la veridicità di quest'ultimo. Ma chi non ha internet o non lo usa come farà? La domanda è scontata, in quanto indubbiamente userà i tradizionali mezzi di comunicazione come la tv (che risulta essere la più gettonata) e la vecchia carta stampata.

Questo però non sempre risulta essere un modo corretto in quanto le informazioni viaggiano a senso unico, e cioè dal mittente al ricevente senza la minima possibilità di poter commentare, fare domande o smentire le ultime. Ormai tutti sappiamo che il modo migliore per fare campagna elettorale per i politici e burocrati di tutto il mondo è usare i mezzi di comunicazione, con un comunicatore che detta le linee guida per un messaggio vincente.

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E quale miglior modo di farlo se non usare la tv e i giornali?

Corromperli oramai non serve più in quanto la politica li ha "acquisiti" così facendo si fa informazione da se. E con un'informazione sbagliata tutti potranno compiere decisioni sbagliate o magari non compierle. Quindi praticamente hanno la possibilità di manipolarci in maniera davvero facile e indolore prevenendo anche eventuali rivolte.

Quindi se ci vogliono ignoranti o disinformati perché esistono ancora i mezzi di comunicazione? Perché noi non dobbiamo essere consapevoli di tutto ciò ma dobbiamo compiere (o non compiere come detto prima) azioni convinti di essere noi a volerlo. Magari in molti leggendo questo articolo potranno pensare: "tutto questo è scontato" oppure "noi lo sapevamo già", ma siete davvero immuni? E chi non lo è come lo si può introdurre nella retta via?

Non sempre è facile convincere la gente che quel che si dice è vero, quindi bisogna sempre partire da ciò che loro sanno ma che nessuno dice o magari sfruttando un loro malessere come la mancanza di lavoro, o una vita fatta di sacrifici affinché si riconoscano inizialmente nelle vostre parole e tendano ad ascoltarvi. Senza dimenticare una cosa importante, e cioè che la gente a volte potrebbe essere annoiata e quindi potrebbe perdere l'interesse, quindi bisogna essere semplici e tenere viva la loro attenzione.

Soprattutto non diventare rivali, non contraddirli ma fare in modo che siano loro stessi a porsi delle domande, e farli capire che chi parla è uno di loro, magari un'amico o una persona che condivide gli stessi disagi. Per una società diversa partiamo da un popolo più colto. Siete d'accordo?

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