Torna, ogni tanto, la tematica dei cattolici in politica, anche sull'onda di quanto proclama il Sommo Pontefice, Papa Francesco, il quale evidenzia il paradosso che come cattolici stiamo vivendo oggi e il disorientamento-fuga che si vive da qualche anno a questa parte degli stessi cattolici dalla politica. Evidentemente, ciò dipenderà dal fatto che la nascita di un'aggregazione qualsiasi, moderata e di centro, venga subito rapportata a quella che è stata la storia finale della Democrazia Cristiana: tangentopoli e i suoi attori.

Una politica strabica

Negli ultimi tempi, stranamente però, stiamo assistendo alla formazione di governi che, partendo da destra si fanno paladini di problematiche care alla sinistra e governi che partendo da sinistra fanno proprie problematiche care alla destra; da cosa dipenderà questo?

Troverei la risposta nel fatto che sia Renzi e i suoi predecessori di sinistra, sia i Berluscones a destra, abbiano sapientemente deideologizzato la politica riuscendo a individuare e impadronirsi dei bisogni e delle rivendicazioni di un popolo che è storicamente di orientamento moderato.

Il senso di colpa

Entrambi i poli, dunque, per governare hanno bisogno del centro cattolico e laico.

I cattolici e i laici moderati, dunque, spostano permanentemente il paese verso destra o verso sinistra, ma la loro presenza è stata anestetizzata e al minimo movimento sono additati alle coscienze collettive come i colpevoli del disastro di "Manipulite" che ha collassato l'Italia, pertanto la loro opera è annullata o fatta apparire come rimasuglio della vecchia politica (si veda l'attacco alla Bindi a proposito degli "impresentabili").

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Matteo Renzi Silvio Berlusconi

Un nuovo blocco di moderati

Per quanto la politica non sia una scienza esatta, non risponde a teoremi infallibili, pur rappresenta, dietro le svariate sigle, blocchi sociali ben precisi; per questo motivo i cattolici, nel pieno diritto ad una presenza nella politica, per storia e uomini illustri, devono presentarsi, non come gli eredi di un passato che ormai risulta fuori dal processo storico, ma come fautori di quel nuovo progetto di governo e di economia cui il Papa fa riferimento nei suoi interventi, e che si presenta come blocco moderato che parte da basi diverse e nuove per ricostruire il tessuto socio-economico della Nazione (un po' come ha saputo fare Berlusconi con la destra che prima era solo vista come nostalgia del passato conservatore e fascista).

I gattopardi della politica

In tutto l'arco parlamentare, infatti, sono rinati i socialisti, sono più volte nati e rinati i comunisti, più volte ha fatto capolino l'orgoglio della destra conservatrice (la Mussolini, Fini, Alemanno... ecc...) e nessuno pronuncia sentenze, tranne qualche intervento indolore; quando, però, si parla di un Centro, moderno, interclassista e moderato si grida "al lupo al lupo", e tutti i cattolici a scusarsi: "ma no, era solo uno scherzo, una cattiva informazione", e così, per quanto tanti partiti e gruppuscoli si richiamano o citano la Dottrina sociale della Chiesa, nella realtà i cattolici si sono liquefatti.

Si è passati dal partito liquido di Fassino alla liquidazioni dei cattolici a sinistra, dalla entrata nel PPE di Berlusconi alla cacciata dei cattolici a destra (complici, anche, le giravolte su se stesso di Casini e l'ultima, oscura, fantasmatica manovra di Monti che ha messo ko il progetto di Todi.

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