La morte di Paola Clemente ha riproposto all'attenzione dei media il fenomeno del caporalato, fenomeno che, in alcune aeree dell' Italia si perde nella notte dei tempi. Ogni volta che qualche dramma costringe le istituzione a promettere azioni per contrastarlo, pochi fanno notare che i primi e veri colpevoli sono quei datori di lavoro che lo usano per sfruttare il lavoro in nero.

Conoscere il caporalato

La definizione che ne da Wikipedia chiarisce, in poche righe, la natura di questo fenomeno:

"Il caporalato è un fenomeno criminale avente ad oggetto lo sfruttamento della manodopera lavorativa, con metodi illegali. Si definisce caporale il soggetto che, solitamente nelle primissime ore del giorno, adesca manodopera giornaliera, di solito non specializzata, per farla lavorare abusivamente ed illegalmente in diversi settori tra cui i più diffusi riguardano il lavoro nell'agricoltura (lavoro nei campi) e in cantieri edili abusivi".

Questo fenomeno, sebbene sia maggiormente diffuso nel sud Italia, non risparmia neanche regioni come la Lombardia, la Toscana il Piemonte e l'Emilia Romagna. E' incredibile ma solo nel 2011 è stato introdotto nel nostro codice penale il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, con pene detentive ed amministrative troppo lievi per costituire un efficace deterrente, visti gli interessi economici in gioco.

Gli scarsi risultati ottenuti con questa legge dimostrano due teoremi:

  • Il caporalato gode di connivenze in quelli che dovrebbero essere gli organismi di controllo in prima linea; 
  • la legge non colpisce i veri colpevoli, cioè i datori di lavoro che utilizzano il caporalato per sfruttare in nero una forza lavoro a basso costo.

I veri ed efficaci interventi per contrastare il  caporalato

La soluzione, certamente non semplice ne rapida, può venire dalla lettura della legge di cui sopra quando definisce il caporalato come reato d'intermediazione; ciò significa che il caporale agisce per nome e per conto di qualcheduno.

Questi altri non è che il proprietario del terreno agricolo su cui si raccolgono agrumi, verdura, pomodori a seconda delle stagioni o il gestore di un cantiere edile più o meno abusivo.Sono questi i soggetti che vanno colpiti, attraverso una costante sorveglianza degli organi ispettivi sui luoghi di lavoro, sorveglianza da effettuare con la protezione delle forze dell'ordine, vista l'origine malavitosa del caporalato.

Precedenti interventi in questo senso, purtroppo molto limitati, hanno portato comunque al sequestro di terreni ed aziende agricole per un valore di 10 milioni di euro e di beni per un totale di 1.5 milioni di euro. C'è la volontà di proseguire ed estendere questa attività di prevenzione?

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