La crisi economica scoppiata a partire dal 2008 ha colpito duramente i Paesi dell'Europa mediterranea tra cui l'Italia. Essa è sicuramente la più grave del Secondo Dopoguerra e sta lasciando segni profondi nella società italiana. La disoccupazione, in particolare quella giovanile, ha raggiunto livelli impensabili fino a pochi anni fa. Questa lunga crisi ha ulteriormente aggravato la già difficile situazione nel Meridione, dove mancanza di lavoro e povertà di fasce consistenti di popolazione sono problemi annosi. Ciò ha determinato la ricomparsa di un fenomeno che in passato è stato una piaga per l'Italia, in particolar modo per il Sud Italia: l'emigrazione verso l'estero.

Questa scelta è sempre dolorosa e viene fatta per lo più dai giovani che, avendo perso la fiducia nel proprio Paese, cercano di assicurarsi un migliore avvenire altrove.

Famiglie “ammortizzatori sociali”

In tutti questi anni di crisi economica il vero ammortizzatore sociale in Italia è stato la famiglia, che si conferma l'architrave della società. Le pensioni e le liquidazioni di nonni e genitori hanno permesso a figli e nipoti disoccupati, che altrimenti sarebbero precipitati nella povertà, di "tirare a campare". Non sono pochi i giovani sposi che hanno perso il lavoro e sono dovuti tornare ad abitare nelle case delle famiglie di origine non potendo più pagare affitti o mutui.

Italiani “formiche” previdenti e solidali

Quello italiano è notoriamente un popolo di risparmiatori. Essere previdenti ha permesso a molte famiglie di continuare ad avere una vita dignitosa anche nelle fasi più acute della recessione. Anche la solidarietà fra famiglie legate da rapporti di parentela ha contribuito ad attenuare gli effetti della crisi.

Essa si è concretizzata prevalentemente con aiuti finanziari. Non di rado i parenti hanno concesso prestiti a persone a cui erano stati negati dalle banche, che spesso hanno reagito alla recessione "chiudendo i rubinetti" per non rimanere coinvolte in crisi aziendali e di famiglie i cui componenti avevano perso il posto di lavoro.

In questi anni sono aumentati anche coloro che si sono dedicati all'assistenza dei genitori anziani dal momento che non potevano più permettersi le badanti. Tuttavia, i lunghi anni della crisi stanno mettendo a dura prova sia l'istituzione famigliare, a causa delle tensioni dovute alle minori disponibilità finanziarie, sia la solidarietà tra famiglie, i cui componenti sono costretti a badare sempre più a se stessi.

La "malattia del mattone"

L'unica spesa di cui si sono fatte carico le famiglie, facendo sacrifici e magari indebitandosi con mutui ventennali, è stata quella per l'acquisto della casa. La "malattia del mattone" è tipica degli italiani, soprattutto dei meridionali. Non a caso la stragrande maggioranza delle famiglie è proprietaria di un'abitazione.

Purtroppo la casa è anche un bene tartassato dal fisco. Per questo le tasse e le imposte sulle abitazioni sono le più odiate. Ciò spiega il consenso elettorale per tutti quei politici che in campagna elettorale annunciano la riduzione del carico fiscale su questo bene.