Le statue raffiguranti immagini di nudo, presenti nei musei capitolini, sono state oscurate e coperte da pannelli, in vista della imminente visita da parte del presidente iraniano Hassan Rouhani, come gesto diplomatico, per non offendere la sua cultura.Alla diffusione di questa notizia è immediatamente infuriata la polemica, riguardante l'identità culturale e la minaccia rappresentata dal multiculturalismo, puntando la lente sull'eccessivo rispetto dell'altro a discapito della nostra storia e della nostra civiltà.

Ma la storia dell'integrazione etnica e di genere, le numerose battaglie per il riconoscimento dei diritti civili,tornate all'ordine della cronaca nei giorni scorsi, ci ricordano che la vera uguaglianza è nella diversità, e come si diceva agli inizi del secolo scorso "diversi ma uguali".

Riconoscere la legittimità di una scala di valori diversi dai propri, riconoscere il valore di una cultura diversa da quella dominante, non significa uniformarsi e cancellare l'una o l'altra, ma rispettarla, e ciò che è stato fatto ai musei capitolini è un atto di grandissimo rispetto nei confronti dell'altro, oltre che di reciproco riconoscimento storico e culturale.Se da una parte infatti abbiamo il riconoscimento storico e artistico della cultura occidentale da parte del leader iraniano, dall'altra abbiamo il rispetto nei confronti di una storia e di tradizioni differenti dalle proprie da parte delle istituzioni italiane, in nome di una rigogliosa e prospera futura amicizia.

La critica

Il gesto in se, la copertura delle opere raffigurante nudo, è stato immediatamente criticato da un grandissimo numero di persone soprattutto sui social media, luogo in cui, nei giorni scorsi si è discusso in maniera costante e con toni forti di unioni civili e si sono mosse profonde critiche alla campagna del "family day", e se ad un primo sguardo le due cose appaiono disconnesse e lontane tra loro, in realtà sono legate da un comune principio di fondo.

Il riconoscimento e il rispetto dell'altro, che sia questo religioso, etnico o ideologico, è al centro di entrambe le polemiche , nonostante ciò siaaffrontato in modo diametralmente opposto a seconda del soggetto.

Si è creata in questi giorni, in maniera del tutto involontaria, una gerarchia di valori che rendono l'altro più o meno degno del riconoscimento culturale, il cui passato, e le cui tradizioni, che non coincidono con le nostre, vengonomesse in una posizione di inferiorità, per cui, la sua storia ha meno valore, di quella occidentale europea, ricadendo quindi i novecenteschischemi gerarchici che vedono il mondo europeo, portatore di cultura e civiltà, ai cui standard l'altro dovrà adeguarsi.

La grande vittoria diplomatica

Le istituzioni italiane tuttavia scelgono la via dell'uguaglianza, della tolleranza e del rispetto, muovendo il primo passo verso il rispetto e la tolleranza, e scegliendo di oscurare, lasciando in quei luoghi, una parte di quell'Arte che delinea il suo passato, eleva l'altro a suo pari, lasciando a quest'ultimo il compito di accogliere o respingere l'invito. Il leader iranianoha prontamente risposto al gesto accettando l'invito e con esso riconoscendo il valore storico dell'arte italiana, abbattendo quel muro ideologico che da sempre contrappone l'europa cristiana e l'oriente musulmano.

Il riconoscimento reciproco dei due mondi rappresenta un'importantissima vittoria diplomatica, che dà nuova forza al paradigma del "diversi ma uguali", ricordando che la storia dell'umanità è una continua evoluzione, fatta di incontri e scontri di civiltà, dove ogni cultura hail medesimo valore e non esistono popoli superiori.

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