Che Roma sia città sensibile a possibili attentati da parte dell'Isis, è una cosa oramai conclamata, forse anche per questo risulta di pessimo gusto il regalo, almeno ciò è stato raccontato dall'uomo, che un padre ha deciso di fare al proprio erede; inoltre, l'andatura, del tutto disinvolta, con un'arma praticamente identica ad una vera, ha lanciato la popolosa stazione Termini nella paura più totale. Questo è un periodo molto particolare per Roma, così come per le altre città più grandi della nostra bella penisola, si parla di agitazione che non avrebbe avuto luogo, in un diverso periodo storico, ma la domanda nasce spontanea, in un periodo come il nostro, dove è oramai visibile e del tutto normale per un bambino assistere a racconti violenti, dettati da un utilizzo a volte poco consono della Tv: è davvero tanto necessario regalare un mitra?

E su Facebook gira il video della vergogna

Sarà anche cultura diversa dalla nostra, saremo anche un po' arretrati sull'educazione da dare ad un bambino, poco plausibile, certo è che a girare su Facebook è un video davvero raccapricciante, un bambino stretto ad un angolo che piange, mentre un uomo gli punta contro un mitra, giocattolo o meno cosa importa, la cosa assurda è chequel bambino è semplicemente un bambino, che oggi si vede puntare un fucile contro e domani, crederà che quello è il linguaggio a lui destinato!

La nostra sicurezza

Dobbiamo ammettere, comunque, che la nostra sicurezza sembra essere al primo posto, in quanto non sono tardati i controlliatti a stabilire l'identità del soggetto in causa, e, all'arresto di altri soggetti ritenuti vicini al califfatoe pronti a partire per unirsi all'Isis.Dunque, possiamo dire, almeno in questa circostanza, che la nostra sicurezza è stata garantita.

Siamo pronti a bombardare

Palazzo Chigi ha dichiarato che l'Italia è pronta ad un intervento inLibia, facendo comunque presente che ciò accadrà solo dietro esplicita richiesta dell'Onu, e comunque non sarà nell'immediato.Questo è quanto trapelato nella giornata di ieri. Nella speranza che non ce ne sia bisogno, staremo a vedere.

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