Vi avevamo già parlato della petizione contro il concorso scuola e del famoso caso storico del 2000. Oggi 16 marzo continuano gli aggiornamenti in tal senso. La petizione ha raggiunto, almeno per ora, oltre 25.600 firme. Un numero sicuramente importante, ma tuttavia non sufficiente per intervenire significativamente sul concorso a cattedra, come ha più volte sostenuto il promotore dell'iniziativa Alfredo Pudano, docente di Reggio di Calabria. Proprio per questo, Pudano ha avviato una nuova petizione per sensibilizzare ancora di più l'opinione pubblica. Vediamo di cosa si tratta.

Nuova petizione contro il concorso scuola 2016

Stando ai dati forniti da Orizzonte Scuola, è flop di iscrizioni al concorso scuola. Gli iscritti sono circa 40 mila e solo 10 mila hanno inoltrato la domanda in forma definitiva. Questo significa che molti attendono gli ultimi giorni per capire se ci sia l'effettiva possibilità di un 'boicottaggio'.

A tal proposito è intervenuto Alfredo Pudano con una nuova petizione: 'Ed ora tocca a te: condividi e tagga ora sulla tua bacheca Facebook!

Chi trova un amico...', ovviamente la stessa è a sostegno della prima. L'iniziativa nasce dall'esigenza di far mobilitare gli interessati, tramite i canali social, affinché i propri contatti possano conoscere questa procedura concorsuale. Si tratta, in effetti, di un semplice gesto, ovvero quello di condividere la petizione sulla propria pagina Facebook, su Twitter, su Google Plus, Instagram e Pinterest.

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In sintesi, i docenti se vogliono davvero che il concorso scuola non venga svolto devono agire in un'unica direzione ed essere uniti, abilitati e non. Non basta quindi la semplice firma, bisogna intervenire ora.

I social influiscono? Ecco il caso delle gite scolastiche

A dimostrazione che i social possano influire sulle scelte decretate 'dall'alto', c'è la circolare diramata dal Miur sulle gite scolastiche che ha fatto molto scalpore.

Ricordiamo che la circolare attribuiva al docente ulteriori responsabilità, anche di tipo tecnico, come 'l'idoneità del veicolo', che esulano, ovviamente, dalle loro competenze. Durante le gite, come noto a tutti, gli insegnanti hanno già il complicato compito di vigilare sugli alunni e non possono sobbarcarsi anche l'onere di verificare ad esempio 'l'idoneità del conducente'. La reazione del corpo docente è stata tale che il Miur ha fatto dietrofront.

Infatti, il Ministero ha pubblicato sul sito delle FAQ in cui si sollevano i docenti da alcune responsibilità che non erano congrue al proprio ruolo. Questo esempio è stato apportato per dimostrare come il coinvolgimento social di tutti i docenti possa effettivamente influire su determinate dinamiche. Per rimanere aggiornati sul ricorso concorso scuola e sui diversi casi analizzati, seguiteci, cliccando in alto sul tasto 'Segui'.

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