"Non lasciate che la tragedia rimanga impunita!", questo è il grido di dolore di una donna che piange il padre, vittima di una nazione che, spesso, antepone le lungaggini burocratiche alla vita stessa della sua gente. Riecheggia questo grido, soprattutto negli animi e cresce, unitamente alla costernazione, un senso d'impotenza e di rabbia.
Rabbia, sì, per la morte di 27 persone (ma il numero potrebbe crescere), vittime apparentemente di un errore umano, ma in realtà vittime di un "sistema" deficitario.
Ieri, sulla linea ferroviaria a binario unico, tra Bari e Barletta, tra le 11,00 e le 11,30, due treni, che procedevano ad alta velocità, si sono scontrati.
L'impatto è stato terribile.
Una pioggia di lamiere ha inondato anche la campagna circostante, causando la morte di un agricoltore intento a lavorare i suoi campi. E così la dolce campagna pugliese si è tinta di rosso, nell'afa di una mattina di luglio, una mattina come tante, ma che rimarrà scolpita nelle menti, negli occhi di quanti hanno visto lo scenario desolante di una morte assurda. La morte ha colpito giovani studenti, lavoratori, anziani, li ha trascinati con sè in una danza macabra e spietata.
Ha annullato le loro identità (difficile infatti la ricerca lì dove non c'è un elenco nominativo dei passeggeri), ha cancellato le loro "storie", le loro speranze, i loro sentimenti.
Ma può esservi giustizia in una Nazione che, pur avendo avuto circa centoquaranta milioni di euro come fondo europeo per la costruzione di una rete ferroviaria a più binari, non ha sopperito alle necessità del Paese? In Italia ci sono ben 9161 km di ferrovia a binario unico, di questi oltre 400 in Puglia. Bel bilancio, non c'è che dire.
E intanto accorrono le Istituzioni: Delrio, Renzi, pronti ad essere partecipi del dolore generale, pronti a indossare l'abito della partecipazione emotiva al lutto. Ringraziano i soccorritori, straordinari protagonisti di una lotta volta a salvare, ove fosse possibile, vite umane. Ringraziano tutti coloro i quali hanno fatto a gara nella solidarietà, scrivendo una pagina di straordinaria umanità.
Ma noi ringraziamo le nostre Istituzioni e ci chediamo perchè. Perchè, ancora, non sono stati utilizzati i fondi europei, perchè ancora si percorre un binario unico nella corsa sui treni verso la vita o verso la morte.