È appena ripartita una delle più belle fiction di RAI 1, "Un medico in famiglia", giunta quest'anno alla decima edizione. Gli appassionati hanno già potuto conoscere le new entry comeMaddalena (Cristiana Vaccaro), figlia di un caro amico di Nonno Libero(Lino Banfi), che in un certo qual modo va a rimpiazzare la storica Cettina e le altre colf che si sono succedute nel corso degli anni.
Durante le prime puntate,Maddalena ha parlato più volte di "annullamento" della sacra rota, dicendo che il suo matrimonio non è mai stato consumato. Possiamo anticipare, peraltro, che nei prossimi episodi la giovane pugliese riceverà una lettera dal Vaticano per un'udienza dal Papa.
Maddalena, ragazza molto religiosa, pare convinta ad andare avanti nella sua decisione. Ma vediamo come si svolge una procedimento matrimoniale presso la Sacra Rota.
Matrimonio e Sacra Rota
Il termine annullamento non è pienamente corretto ma rende l'idea, tanto è vero che viene utilizzato di continuo. In realtà si dovrebbe parlare di dichiarazione di nullità del matrimonio, ma in questo frangente continueremo ad utilizzare la terminologia presente nella fiction. Maddalenaafferma che il suo matrimonio non è mai stato consumato, in quanto suo marito se ne è andato già durante il viaggio di nozze.
La Chiesa prevede che, se da dopo la celebrazione del matrimonio gli sposi non hanno consumato, cioè in sostanza non hanno avuto rapporti sessuali in senso completo, il vincolo può essere sciolto chiedendo al Papa la grazia della dispensa.
Se invece è stato consumato, ma sono venute a galla problematiche particolari, ad esempio si è scoperto che il coniuge soffre di immaturità psichica, o è emerso che almeno uno dei due prima di sposarsi non voleva avere figli, o non voleva in realtà stare per sempre insieme con l'altro, si chiede di aprire un processo vero e proprio.
In un caso come quello di Maddalena, cioè di matrimonio non consumato, quindi non perfezionato da una adeguata unione, affinché lo stesso venga scioltosi deve presentare una supplica al Santo Padre. In linea di massima, la supplica si indirizza al Papa, ma si invia al Vescovo della Diocesi (ricordiamo però che il Vescovo di Roma è il Papa stesso) in cui il richiedente risiede o è almeno domiciliato.
Viene poi introdotta la causa, si indaga, si cercano le prove. Queste ultime sono costituite anche da documentazione ginecologica, nel caso in cui la donna sia rimasta vergine (ovviamente ciò è possibile solo in caso in cui non abbia avuto rapporti prematrimoniali con il futuro marito ma neppure con altri, tranne rarissimi casi di imene elastico intatto), oppure si deve ricorrere a testimonianze di persone credibili che abbiano ricevuto confidenze sul fatto che il matrimonio non sia stato consumato, oppure che confermino che il marito è fuggito il giorno stesso delle nozze. In altri casi si possono presentare prove mediche, psicologiche, andrologiche, che il coniuge soffriva di impotenza o disturbi erettili generici, ecc.
Raccolte le prove, il Vescovo, assieme o tramite un suo delegato, studierà il caso e, se ritiene ci siano prove sufficienti, invierà tutta la documentazione al Tribunale della Sacra Romana Rota (Città del Vaticano), competente in materia. Se anche la Sacra Rota vedrà positivamente la questione, sottoporrà il tutto al Papa che è l'unico in grado diconcedere la dispensa (un vero e proprio procedimento di "grazia") dal matrimonio nei casi di inconsumazione. Se invece non si riesce a provare quest'ultima, si procede con una causa che presenta molti aspetti similari, ma collegata ad un vero e proprio processo.