I live di X Factor 10 sono finalmente cominciati e già partono le prime note dolenti. La prima puntata è più sottotono rispetto all’esordio prorompente dell’anno precedente. La scenetta d’apertura che riprende Cattelan e i giudici in mantelle nere, mentre giurano sul successo di X Factor come i ministri del culto di una setta: non potrebbe essere scelta più infelice, visti gli scandali che hanno investito il talent e le accuse di proporre contratti “prendere o lasciare” agli ingenui concorrenti del talent.

Poi arriva Matt Simons che duetta al piano con Marco Mengoni, la presentazione dei giudici – le vere rockstar della serata – e solo dopo dieci minuti di altro, un Cattelan in evidente stato confusionale si ricorda di presentare, finalmente, i concorrenti, tutti ammassati in fondo al palco.

Come se X Factor fosse soltanto una vetrina per i grandi nomi.

Prima parte da coma farmacologico

Che la puntata sia destinata ad essere sottotono è un dato di fatto che nemmeno i giudici si sentono di smentire. Alvaro fatica a trovare le parole per presentare i suoi, Arisa deve consultare la scaletta perché ha dimenticato persino chi deve esibirsi, Fedez trova tutti indimenticabili e Manuel Agnelli si commuove di continuo, come un maestro di canto al saggio di fine anno.

La prima metà della puntata si presenta sottotono, nonostante l’apertura dei Soul System – bravi ma eccessivamente confusionari. Caterina porta l’ennesima rivisitazione di De André, con buona tecnica ma nessuna personalità, mentre Fem sembra aver rubato i suoi abiti al guardaroba di Mika, senza poterselo davvero permettere.

Neanche la voce calda di Silva Fortes basta a risvegliare un pubblico ormai anestetizzato e i Les Enfants storpiano Luca Carboni, in mezzo a una coreografia di pecore di plastica assai più vivaci dei concorrenti sul palco.

Fra tutti si impone Arisa che, come un genio malvagio, fa la bastian contrario, importuna concorrenti e giudici, tira fuori battute inopportune e logora persino la pazienza dell’inamovibile Alvaro Soler.

E poi un po’ di vita

Bisogna aspettare la seconda parte della serata – dopo un’esibizione altrettanto sottotono di un Marco Mengoni in curioso stato esagitato – per intravedere un po’ di personalità in questo parterre di concorrenti molto piatti. Gaia vince l’asma e dopo un inizio impreciso e precario, riesce a dare corpo a un’interpretazione personalissima di Tracy Chapman; mentre Roshelle ancora una volta passa più tempo ad agitarsi sul palco vestita come un’aliena che a cantare per davvero.

Andrea è impeccabile nella sua versione dei Radiohead ma sottotono come tutta la serata. Loomy vorrebbe pure mostrare di essere cresciuto ma Arisa pensa bene di agitarsi durante la sua esibizione, distraendo il pubblico; mentre i Daiana Lou forniscono una versione insopportabile ed eccessivamente contorta degli AC/DC. Diego, invece, non è cresciuto per nulla e la sua versione disastrosa di ‘Estate di John Wayne’ dimostra tutta la sua inesperienza e gli guadagna il foglio di via a fine puntata. Il meglio arriva alla fine ed è nella voce di Eva, maestosa sia al pianoforte che nei suoi abiti, incanta tutti e risveglia la serata.

L’unico sprazzo di vita vera, però, lo porta Mara Maionchi, entrando in scena con i suoi Mara dixit che si rivelano i giudizi più veri di tutta la serata, graffianti e irriverenti ma soprattutto pieni di personalità. Quella che manca all’intera decima edizione di X Factor.