Insegnare musica è una professione difficile, delicata, ma sopratutto nobile. Insegnare ai piccoli bambini che si avvicinano per la prima volta ad uno strumento musicale è cosa ancor più importante. Bisogna essere portati a questo tipo di attività, che ancor prima di essere un lavoro, è una passione, una vocazione. Essere maestri vuol dire molto, vuol dire avere una responsabilità grossa come un macigno sulle spalle, perchè quello che insegnerai influirà sul futuro delle persone. Qualcuno di voi, infatti, ricorderà che qualche tempo fa il grande Maestro Riccardo Muti si scagliò contro gli ''infami flautini'' utilizzati nelle ore di musica nelle scuole medie e nemmeno a farlo apposta aveva una tremenda ragione.

Qualche giorno fa, un caso molto importante e allo stesso tempo molto delicato ha iniziato ad essere virale sui social network e non solo. Una foto scattata da un libro di testo utilizzato nelle scuole medie chiamato ''Musica In Jeans'' indicava la musica jazz come un'arte non eseguita da musicisti professionisti e in più che non è scritta sul pentagramma in quanto totalmente improvvisata dall'artista. Tutto questo per mettere a confronto il Jazz dalla cosiddetta musica Colta.

È successo il finimondo.

Immaginate un grande comunità come può essere quella dei musicisti jazz, che da sempre si vedono catalogati come artisti snob e esecutori di una musica noiosa, come abbiano potuto reagire a tale affermazione.

Immaginate la loro rabbia nel leggere quelle righe cosi false e prive credibilità, alle quali soltanto gente facilmente manipolabile e poco colta può credere e acconsentire.

Sui social l'immagine e l'argomento sono diventati virali e leggendo le svariate conversazioni posso essere contento nel fatto che praticamente il 99% dei musicisti e addetti al settore non è d'accordo su tale affermazione.

Vorrei semplicemente dire all'autore del libro, in maniera corretta e diplomatica, che suonare musica jazz oltre che richiedere molto studio e sacrificio è anche e sopratutto uno stile di vita. Significa non scendere a compromessi e lottare ogni giorno con le mille difficoltà nel trovare serate, non avere un manager perché troppo costoso, prepararsi una locandina fai da te e sopratutto essere sempre soggetto a critiche costanti e a volte anche molto pesanti.

Esistono migliaia di Standard che vengono suonati ed eseguiti tramite spartiti, la parte da solista, caratteristica fondamentale di questa musica è totalmente improvvisata, ma dietro di essa si nasconde un esercizio tremendo e a dir poco incredibile. Probabilmente non adatto a tutti. Studiare a memoria un solo di Charlie Parker non è certo meno facile di eseguire una fuga di Bach e conoscere l'armonia in maniera approfondita non è cosa che si impara dopo due ore di studio.

Oltretutto vorrei aggiungere che la maggior parte dei musicisti jazz è diplomata in conservatorio e quindi conoscitore di musica Colta, cosa che non si può dire invece dei musicisti classici.

Ma come diceva un mio corregionale: "A parlar chiaro si va" e quindi la musica è Arte e come tale non deve essere influenzata da questi meccanismi "Bigotti" e privi di significato. Lasciamo liberi i nostri giovani e diamo tempo a loro di capire cosa più li rappresenta e cosa più li fa stare bene. Solo cosi potremmo avere un futuro sincero e privo di invidia.

Concludo nel dire che il jazz è una musica che ha delle storie da raccontare e che per essere suonata bisogna prima aver vissuto una vita intensa, sennò è praticamente impossibile che arrivi dritta all'ascoltatore.

Stringiamoci forte amici del Jazz e continuiamo a lottare.

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