Fin dalla genesi del femminismo, il susseguirsi delle lotte di donne per le donne furono innumerevoli.

L’abbandono del tetto coniugale come momento di emancipazione femminile fu il primo tassello che aprì la strada a quello che divenne il movimento femminista per eccellenza. Donne che combattevano per le donne, un tale spirito, ad oggi, sembra essersi affievolito, e la sana coesione non più sessuale sembra essersi confusa con le tendenze dettate dal tempo, è per questo che voglio scrivere di quelle donne, che in un’epoca non proprio gentile col sesso considerato debole, fecero la differenza, lasciando un’orma nella storia.

Donne che dominarono lo scenario politico, donne che portarono soluzioni in ambito scientifico, filosofe, i cui nomi faticano ancor oggi ad emergere dal contesto maschilista di cui la filosofia del 900 era portavoce, scrittrici che cambiarono la visione del giornalismo fatto coi pantaloni, insomma donne, che nonostante ogni pregiudizio si fecero spazio in un mondo che etichettava le donne facendo riferimento a due fazioni diverse, una che vedeva nella donna la gentilezza e l’amore, colei che accettava di vivere nell’ombra dell’uomo, l’altra la poco di buono che scegliendo di essere, rinunciava alla sua morale in quanto donna libera.

Per questo non dobbiamo dimenticare le gesta di coloro che fecero la differenza, poiché è in esse che dobbiamo riconoscere la nostra origine.

Maria Montessori, classe 1870, educatrice e pedagogista internazionalmente nota per il metodo educativo che da lei prende nome, fu la prima donna laureata in medicina in italia.

Simone De Beauvoir, classe 1908, è considerata la madre del movimento femminista nato durante la contestazione studentesca del maggio 1968. Fu una grande scrittrice e filosofa francese.

Emmeline Pankhurst, classe 1858, la sua fu una vita dedicata alla rivendicazione dei diritti delle donne, in particolare fu la guida del movimento suffragista femminile inglese.

Caterina la Grande, classe 1729 , Fu una dei più grandi leader politici del diciottesimo secolo e riuscì a portare la Russia a un ruolo di dominanza in Europa.

Giovanna D’Arco, classe 1412, venne condannata al rogo e arsa viva come una strega dopo esser stata processata per eresia.

Margherita Hack, classe 1922, fu il volto femminile dell'astronomia italiana nel mondo e splendida divulgatrice scientifica, fonte di ispirazione per molte giovani donne,

Rita Levi Montalcini , classe 1909, scienziata italiana famosa nel mondo.

Neurobiologa, premio Nobel per la medicina, si batté tutta la vita per i diritti delle donne.

Queste sono solo alcune delle donne che furono grandi per aver combattuto i pregiudizi alimentati dai tabù del tempo, e che forse ancor oggi, per alcuni versi, non ci siamo scrollate di dosso. Queste sono solo alcune di coloro a cui dobbiamo parte della nostra indipendenza, donne a cui dobbiamo il rispetto e ammirazione verso il loro coraggio che pose accento sull'intelligenza, allora sottovalutata, del gentil sesso.

E' la fine del femminismo?

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