Il Pd e Renzi sembra sia incappato in un problema di etica della comunicazione politica. Il rischio è quello di potere pagare una ridondante, imponente ed invadente comunicazione tradotta anche in una una lettera di propaganda inviata a firma del premier agli italiani residenti all'estero con tanto di schede elettorali per il voto.

Il "consiglio" di voto appare eludere qualsiasi responsabilità morale e istituzionale.

Il Pd minimizza: la lettera è soltanto un'iniziativa elettorale del partito, finanziata quindi dal partito stesso. Potrebbe essere un boomerang enorme? Come hanno fatto ad avere il registro dei recapiti degli Italiani residenti all'estero?

Non è da parte di un partito una violazione della privacy e dei dati identificativi dei nostri connazionali residenti all'estero? Non è improprio l'uso per mandato istituzionale dei dati dii oltre 4 milioni di dati degli italiani all'estero trasmesso al partito per fare propaganda al governo?

La lettera di Renzi nella veste di segretario del Pd è un pieghevole di due pagine divulgata e diffusa dal comitato Basta un Sì, che spiega come la Riforma Costituzionale sia un tassello necessario per rendere più forte l'Italia.

Nelle due pagine, il premier è immortalato con vari capi di Stato e di governo. Beppe Grillo che non ha bisogno di una lettera per arrivare agli Italiani all'estero, con un tweet invita gli Italiani all'estero a distruggere le lettere.

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M5S Matteo Renzi

Un provvedimento del Garante della privacy in realtà consente che l’elenco dei cittadini italiani all’estero sia fruibile ed accessibile da parte di partiti e singoli candidati proprio con lo scopo di propaganda elettorale.

Che dire a questo punto?

I sondaggi (e sappiamo che valore abbiano realmente), ci indicano che oggi vincerebbe il Sì con il 40% dei voti contro il 37%, adesso: 40 più 37 fa 77 per cento, ovvio che il quadro sia incredibilmente incerto.

Il 23% degli Italiani che ancora non si è pronunciato per il voto come si regolerà? Si allarga la forbice tra il No e il Sì: dal 39 a 38% di sette giorni fa, al 40 contro 37%.

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