Sul circuito Discovery - noi l'abbiamo visto sul canale 38 del digitale terrestre 'Giallo' - è andata in onda la maratona dei fatti più significativi del 2016 secondo il creatore di Gomorra, lo scrittore napoletano Roberto Saviano. Un grande schermo dava conto dei commenti dell'uomo che ha denunciato urbi et orbi la mafia dei Casalesi. I punti più interessanti dell'analisi di Saviano hanno riguardato soprattutto lo stato dell'informazione nel mondo. Oggi più del 60 per cento degli americani si informa sui social network, in Italia uno sue due. Il maggiore giornale americano tra cartaceo e digitale vende più di 1 milione di copie, mentre per quanto concerne Facebook e Twitter si ragiona nell'ordine di miliardi di contatti giornalieri.

La novità del 2016 è stato Snapchat il nuovo social usato soprattutto dai giovanissimi che consente lo scambio di foto ed è subito chat, ossia scambio di opinioni tra gli iscritti.

Dopo ventiquattrore il post si autodistrugge e nulla rimane nel ricordo di quello scambio. Questo è anche il concetto di identità che passa tra i giovanissimi: la mia identità è limitata al presente: io sono quello che faccio in quest'istante e tra poco avrò un'altra identità di comodo. E le bufale che sempre compaiono su Internet incontrollate? Per i social non è indispensabile che una notizia sia vera in radice: alcuni di questi signori rifiutano anche la definizione di editori per le loro attività. L'importante anche nella viralità - afflusso incontrollato delle visualizzazioni - è che la foto od il post suscitino una forte spinta emozionale.

E' infatti la razionalità che fa sì che una notizia rimanga inerte nella logica dei likes, dei commenti o delle condivisioni. Anche molti giornali con i loro siti web hanno rinunciato al controllo per avere più visualizzazioni e più pubblicità. E' necessario che un social sia divertente ed intrattenga e se anche non veicolasse notizie vere... Post-verità è la parola dell'anno: fa male alla democrazia. Molto meglio petaloso che non vuole dire niente.