Marco Van Basten, campione classe 1964, ha espresso le sue volontà per riformare (rivoluzionare dico io) il mondo del calcio.

Sulle qualità del calciatore nulla da discutere: classe ed eleganza unita a potenza. Che si vuole di più da un attaccante? Lo sanno bene i tifosi del Milan che, dopo aver avuto attaccanti come lui, SuperPippo Inzaghi e Sheva, si ritrovano oggi a esaltarsi quando a San Siro il tabellone indica l'ingresso in campo di Lapadula. Bravo ragazzo e buon giocatore per carità, ma il confronto è un po' pesantuccio.

Eppure mi trovo in forte disaccordo con le sue intenzioni e volontà.

Almeno per queste tre che considero determinanti e deleterie per il mondo del calcio: abolizione del Fuorigioco, shoot-out ed espulsioni a tempo.

Marco Van Basten sostiene che l'abolizione del fuorigioco renderebbe le partite più spettacolari. Ma ne siamo sicuri? Non renderebbe forse il gioco del calcio più dozzinale? Più ignorante in un certo senso? Dove andrebbero a finire i tatticismi delle squadre e che importanza avrebbero gli allenatori? Per fare gli allenatori, a quel punto, basterebbe dire agli undici ragazzi: "entrate e disperdetevi". Ci ritroveremmo con gli attaccanti a far compagnia, per tutti i 90 minuti, al portiere avversario. No Marco, non mi piace affatto.

Gli shoot-out sarebbero forse più spettacolari è vero, ma anche qui il tiratore dovrebbe partire da 25 metri e concludere entro 8 secondi.

Mi lascia molto perplesso. Vogliamo davvero perdere quella fastidiosa, ma euforica tensione dei calci di rigore? Già, perdere ai rigori una finale o un passaggio di turno fa male, ma l'adrenalina che trasmettono è unica.

Infine le espulsioni a tempo. Io francamente le trovo letali per le squadre di seconda fascia che già subiscono la sudditanza psicologica degli arbitri rispetto alle "big". In quanto, avendo un'importanza minore rispetto al classico cartellino rosso, la classe arbitrale potrebbe farne un uso maggiore e, con maggiore leggerezza, lascerebbe una squadra in dieci. Provate a pensare se una "big" si trovasse in svantaggio di una rete a zero contro una "piccola". Quante probabilità avrebbe la "piccola" di non vedersi cacciare fuori prima uno poi l'altro dei suoi giocatori?

Secondo me poche e non per essere cattivo o complottista, ma perchè sarebbe una regola che darebbe uno strumento di forza alla sudditanza psicologica che subisce l'arbitro. Non dico certo in malafede sia chiaro.

Per concludere: caro Van Basten e cari vertici FIFA, cerchiamo di mantenere il gioco del calcio un gioco bello, dove regni la competenza dell'allenatore, la forza del gruppo e la fantasia del singolo. E cerchiamo di mettere gli arbitri in condizione di fare tranquillamente il loro mestiere, magari aiutandoli con l'ausilio di una moviola in campo consultabile dal quarto uomo.

Non rendiamo il calcio un semplice e banalissimo show. Rispettiamolo, perchè il calcio ci fa sognare ed emozionare fin da quando siamo bambini. Bambini che, immagino, anche voi siete stati.