Mentre l'Occidente è costretto ancora una volta a fare i conti con il fanatismo religioso, l'attentato di Londra riapre la discussione sulla strategia del terrorismo islamico. Nel giro di un anno il modus operandi dei fondamentalisti è passato da azioni militari a gesti singoli apparentemente improvvisati. Siamo di fronte ad un terrorismo 2.0? Oppure la propaganda dell'Isis riesce a far breccia anche nelle menti di coloro che formalmente non fanno parte del fantomatico Stato Islamico? In attesa che gli sviluppi degli eventi facciano luce su questa nuova stagione del terrore, un'analisi sugli ultimi attacchi suggerisce comunque una parziale lettura sull'escalation di terrore calata soprattutto sull'Europa.

Gli attentati dopo le sconfitte dell'Isis

Quando il pericolo Isis si è manifestato concretamente nel 2014 in Iraq e in Siria, la comunità internazionale ci ha messo un po' ad organizzarsi comunemente contro la violenza del gruppo fondamentalista. All'apice del suo potere, sia mediatico che temporale, lo Stato Islamico comincia ad essere finalmente fronteggiato con l'intervento delle potenze 'straniere'. Al-Baghdadi e seguaci cominciarono a subire i primi colpi e ad ogni insuccesso militare sul proprio territorio, spesso è seguita una ritorsione proprio in casa dell'infedele.

  • Nel 2015, i sempre più frequenti raid occidentali e russi e le reazione sul campo dei curdi, sanciscono un notevole ridimensionamento del Califfato che in poco meno di un anno perde circa il 14% del proprio territorio. In particolare, l'omicidio di Jihadi John, rimasto ucciso il 12 novembre a seguito di un bombardamento eseguito da un drone statunitense, rappresenta un duro colpo per la propaganda dell'esercito nero. E proprio nel momento di maggior flessione, l'IS risponde con un'azione multipla terribilmente incisiva a Parigi: nella notte tra il 13 e il 14 novembre, attentati diversi eseguiti contemporaneamente, provocarono 130 vittime sconvolgendo la comunità internazionale.
  • Il 9 febbraio 2016 arriva una nuova battuta d'arresto per i fondamentalisti: l'esercito iracheno strappa Ramadi allo Stato Islamico, conquistando posizioni anche a Est di Falluja, altra roccaforte degli islamisti. Poco più di un mese dopo, il 22 marzo 2016, tre deflagrazioni colpiscono il Belgio: due esplosioni all'aeroporto di Bruxelles e una alla stazione metropolitana di Maalbeek costano la vita a 32 persone.
  • I sanguinosi attacchi in Europa non rendono meno efficace l'azione contro Al-Baghdadi: il 26 marzo 2016 Daesh perde Palmira. Alla pesante sconfitta segue un pronto attentato: il 14 luglio un terrorista alla guida di un autocarro irrompe sul lungomare di Nizza uccidendo 84 innocenti.
  • La lotta all'IS s'intensifica. Il Califfato subisce costantemente i sempre più frequenti raid russi, mentre da terra viene spesso sopraffatto dai Peshmerga, i quali puntano diretti alla conquista di Mosul. Gli insuccessi militari scatenano una serie di attentati in Europa. A Berlino, una strage con la stessa dinamica usata a Nizza costa la vita a 12 persone, mentre in Turchia un attacco al 'Reina' di Istanbul provoca 39 vittime. Nel mezzo, l'ambasciatore russo Andrei Karlov, viene assassinato durante l'inaugurazione di una mostra fotografica ad Ankara.

Si giunge così all'attentato di Londra costato la vita a quattro persone.

Anche se Scotland Yard non nutre dubbi sulla matrice terroristica dell'attacco, l'IS non ha ancora rivendicato l'azione. Intanto è notizia di pochi giorni fa che l'esercito iracheno si trova a poche centinaia di metri dalla moschea di Mosul, dove Al-Baghdadi ha proclamato il Califfato dell'Isis nel 2014.

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