I fatti risalgono ad alcuni anni fa: il circolo arcigay il Cassero per promuovere una serata usò fotografie del Cristo e i tre ladroni in versione diversamente sessuale, gay per la precisione. La Curia di Bologna denunciò la vicenda. Ora la Procura ha archiviato la denuncia con spiegazioni che meritano serie considerazioni.

Politicamente corretto a una dimensione

Le motivazioni del non reato sono le seguenti: (dal Corriere della Sera, estratto) '"possono ben includere espressioni di satira nei confronti degli apparati e delle icone religiose “.

Già questo assaggio solleva naturali perplessità. Come giustamente replicato dai cattolici, visti i tempi, leggi tutta Europa e non solo infiammata o quasi dal pericolo dell'Isis e problemi di sicurezza che caratterizzano come non mai la storia della civiltà occidentale, la sentenza sarebbe stata analoga se oggetto della Satira gay fossero stati i musulmani e Maometto, come purtroppo ben sanno ad esempio in Francia?

Bologna è in certo senso capitale tacita dell'accoglienza e di certo negazionismo rispetto al pericolo islamico radicale. Tale sentenza che non ravvisa il reato di denigrazione religiosa segnala , almeno secondo le opposizioni, una deriva non solo ideologica e prossima al discusso genderismo ma anche troppo buonista.

L'Arcigay, c'era una volta Renato Pozzetto e Massimo Ranieri

A suo tempo, al tempo del Pci, sul tema della diversità sessuale, si segnalò un comico film con Massimo Ranieri e Renato Pozzetto, “La Patata Bollente”.

Pozzetto, nella parte come attore, è un classico militante di base dell'epoca, che diventa amico di un gay, interpretato dal noto cantante, con complicazioni nel Partito che per salvare il compagno lo spediscono persino a Mosca in viaggio premio per schiarirsi le idee. Erano altri tempi, l'omosessualità era considerata come minimo una deviazione borghese e decadente. Oggi, sia ben chiaro, per fortuna la discriminazione è in via di estinzione, come afferma anche Vittorio Sgarbi, con legittimi diritti giuridici eccetera.

Il film storico rivela tuttavia una in ogni caso deriva delle strutture metapolitiche e associazionistiche tipiche come l'Arci della sinistra storica ai giorni nostri.

Certa ostentazione e caratteristica non solo laterale assieme ad altre, certa attenzione privilegiata sulla diversità sessuale, suona sospetta per la crisi di consensi elettorali e che caratterizza la sinistra storica, come da cronache anche recenti.

Sostituire quasi gli operai con gli omosessuali come forza rivoluzionaria o di riforme sociali appare non quel progressismo laico che si sbandiera, ma proprio una mera deviazione tardoborghese per salvare il Partito dall'antipolitica o postpolitica dirompente del nostro tempo.

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